“Cara mamma, non piangere per me; perdonami e pensa se io fossi tra quelli che martirizzano la gente! Io sono qui per nessun altro scopo che la Fede, la Giustizia e la Libertà; e combatterò per raggiungere il mio ideale. Presto verremo giù, e vedrai che uomini giusti saremo!”.
Poldo non ce l’ha fatta a diventare un uomo giusto… l’hanno ammazzato.

L’hanno ammazzato sul Mortirolo, a 18 anni, il 1 aprile del 1945, l’ultimo giorno di combattimenti.
Chiudere gli occhi ed immaginare le giovani e i giovani curdi.
“L’opera, il sacrificio, magari persino estremo, di tanti che hanno vissuto e patito nella Resistenza è un quadro pieno di colori luminosi, pieno di protagonisti normali, pieno di concrete attività.
E’ una proposizione positiva del sacrificio sereno e fecondo che ognuno può offrire solo mettendo in discussione le sue certezze e offrendo nel contempo le sue convinzioni.
Ecco quindi il valore nel cogliere le storie del passato per valorizzare i nostri comportamenti dell’oggi: la pazienza del confronto, il rispetto delle opinioni, il piacere della sfida di idee, la competizione nell’offrire soluzioni” (Agape Nulli Quilleri, staffetta partigiana).
Noi abbiamo il dovere di far vivere  gli ideali, di far brillare i colori luminosi.