Fatti e Commenti

pensieri sull'attualità

Mese: Maggio 2020 (page 1 of 4)

Il perdurante uso politico di giustizia e informazione.

di Eugenio Baresi

Quello che dispiace, nell’avere conferma di quello di cui si era sempre stati convinti, è proprio il danno che è stato creato istigando le persone all’odio.

La rappresentanza politica del Paese non è vero che rappresenti le medesime qualità o negatività del Paese.

Oggi il Paese potrebbe essere molto meglio di quei governanti che ci sono.

E ci sono grazie al fatto che il perdurante uso politico di informazione e di giustizia ha consentito per anni di agire nell’imbroglio, di raccontare l’imbroglio, di sentenziare l’imbroglio… ma quello inesistente degli altri nascondendo le proprie porcherie.

E modificando i principi fondamentali di ogni democrazia.

Non può sopportarsi una connivenza nello stare zitti.

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Ustica. Vogliamo la verità.

La Presidente dell’Associazione Verità su Ustica, Giuliana Cavazza, che ha perso la mamma nel disastro aereo, ha scritto al Presidente del Consiglio, e per conoscenza al Presidente della Repubblica, perché finalmente renda note le informative che la nostra Ambasciata a Beirut inviò da novembre 1979 a giugno 1980.

Secondo le leggi devono essere rese note.

Ecco il testo.

Signor Presidente,
su richiesta della Presidenza della Commissione di Inchiesta sul sequestro e sulla morte di Aldo Moro, Parlamentari membri della Commissione poterono avere accesso il 30 marzo del 2015 presso la sede del DIS (Via Santa Susanna 15) a documenti, messi a disposizione dell’AISI, relativi agli anni 1979-1980.
Tali documenti, ai quali era stato tolto o era decaduto dopo trent’anni il Segreto di Stato ai sensi dell’ art. 39, co 7 ultimo periodo, della legge 124 del 2007, sono stati riclassificati Segretissimo, Segreto, Riservatissimo o Riservato in base all’art 42 della stessa legge che al comma 5° ultimo periodo fissa in un massimo di ulteriori dieci anni il divieto di divulgazione degli stessi.
I parlamentari hanno potuto in particolare prendere visione ed annotare i documenti relativi al carteggio tra l’Ambasciata Italiana a Beirut ed il nostro Governo dal 7 ottobre 1979, data del sequestro di missili terra aria ad Ortona ad un Gruppo di Autonomi e Palestinesi provenienti da Bologna, sino al mattino del 27 giugno 1980, lo stesso giorno della esplosione la sera del DC 9 Itavia sul cielo di Ustica. 
Di straordinario interesse sembrerebbero essere i documenti del 13, 14, 16, 20 e 21 novembre 1979, 18 dicembre 1979, 2 febbraio 1980, 10 marzo 1980, 14 aprile 1980, 12 e 21 maggio 1980, 27 giugno 1980.
Poiché sulla base della legge sopracitata per i documenti, gli atti, le attività- , le cose ed i luoghi sopracitati e’ ormai cessato ogni vincolo di classifica, la sottoscritta GIULIANA CAVAZZA, Presidente della Associazione per la verità’ su Ustica, chiede di aver accesso agli stessi con facoltà’ di divulgazione.
La sottoscritta dichiara di avere un interesse qualificato e specifico alla conoscenza di tali documenti, atti, attività’, cose e luoghi, anche per motivi di giustizia, non soltanto in quanto Presidente della Associazione ma anche avendo perso la madre nel disastro aereo del 27 giugno 1980.

Che Purgatori si ritenga un mascalzone… non ci pare una nuova notizia.

di Eugenio Baresi

Le notizie che appaiono in questi giorni sulla meschinità della giustizia, ben accompagnata dalla contiguità con taluni giornalisti e con l’onnipresente partito della sinistra sempre pronto all’imbroglio sono particolarmente utili per comprendere tutto quanto è stato raccontato al contrario dei fatti che hanno caratterizzato la storia repubblicana italiana.

Ovvio quei curiosi giornali che erano interessatissimi alle contumelie contro gli avversari oggi sono divenuti improvvisamente dell’idea di quanto sarebbe meglio non venissero divulgate notizie quando parlano di loro e dei loro compari.

Ma c’è un “giornalista” che non si è accorto di come le ultime notizie stiano smascherando i “compagni di merende” dell’imbroglio e così insiste nella foga di continuare a raccontare bugie, falsità e indegnità.

D’altro canto la sua carriera è stata costruita grazie ad un imbroglio… tra l’altro fatto pagare una cifra enorme agli inconsapevoli e truffati cittadini italiani.

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È sempre colpa degli altri. Adesso vediamo di chi è la colpa per Alitalia

Da venticinque anni ci raccontano che la colpa è di quelli che c’erano prima.

Sarebbe bello, e anche opportuno, che finalmente quelli di adesso ci dimostrassero un loro merito.

Senza salire sul balcone per annunciare l’abolizione della povertà… ovviamente cosa dimostratasi una presa in giro.

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A proposito di crolli.

di Eugenio Baresi

Un poco di cronaca degli anni precedenti fa sorridere… ma basta un attimo per cambiare opinione.

Per la verità lascia preoccupati.

Avendo parlato di pericolose strumentalizzazioni e avendo parlato di crolli sovviene quanto accaduto a Pompei nel giro di pochi anni.

E lascia interdetti la differenza di giudizio, di reazione, di clamore mediatico.

Nel 2010 franò una parte della Schola Armaturarum.

Nel 2013 si erano aperti tratti delle mura delle Terme, poi una bottega di via Stabiana e pochi giorni dopo un intonaco della Fontana piccola.

Nel 2014 poi uno smottamento interessò parte del giardino della Casa di Severus., ma poco dopo crolli nel Tempio di Venere ed un muro di una tomba nella necropoli di Porta Nocera.

Nel 2017 cede una parete nella casa del Pressorio.

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Il dire ed il fare.

di Eugenio Baresi

Normalmente chi governa dovrebbe agire con i fatti piuttosto che con le parole.

Da quando è crollato il viadotto a Genova ogni poco assume il canto di una narrazione la revoca delle concessioni autostradali.

Di tempo ne è passato, ma di fatti nessuno.

Certo non è facile realizzare un simile progetto, ma non può essere l’ennesimo imbroglio mantenuto in vita solo per eccitare l’animo della propria presuntuosa inconsistenza.

Il vice ministro alle infrastrutture ieri l’altro con fare accaldato e accalorato si è prodigato in una urlante arringa, più simile ai tribunali di Pol Pot che ad una considerazione politica, contro la società che gestisce le Autostrade.

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Silenzio per la vergogna?

di Eugenio Baresi

Il silenzio che i nostri sinistri giustizialisti hanno riguardo a quanto sta emergendo sul poco edificante mondo della giustizia potrebbe essere un segno di meditazione contrita per le proprie colpe.

È però più prossimo al vero immaginare che siano silenziosi in attesa che passi la buriana… secondo la più nota tradizione della commedia all’italiana.

Non a caso quella parte di informazione integrata e funzionale essa pure è silente.

Infatti il connubio perverso di certi magistrati, certi giornalisti ed i noti politici di sinistra potrebbe favorire che nel giro di poco tempo tutto sia nascosto, dimenticato, celato facendo diventare importante qualche altro fatto magari inventato.

Ma rimane indubitabilmente un clamoroso sfregio alle regole democratiche quello che sta emergendo.

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1992. Un’altra storia.

di Eugenio Baresi

Abbiamo atteso un giorno per vedere cosa veniva raccontato.

Non stupisce che ci sia chi la storia la ama solo nella descrizione che appaga le sue esigenze.

Durante la vita li hanno contrastati… poi li hanno osannati da morti… con la spregiudicata capacità di nascondere, dimenticare e far dimenticare proprio quanto li avessero magari persino vilipesi quando appunto erano in vita.

E li hanno osannati contro quelli con cui collaboravano quando erano in vita, li hanno usati incredibilmente utilizzandone la memoria distorcendola.

Un ben strano modo di procedere nel racconto che ha portato a sovvertire tutto quanto era stato fino ad allora.

Solo che non solo il racconto è stato sovvertito, sono state sovvertite le logiche della democrazia.

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Gli orribili signori di Pechino.

di Eugenio Baresi

Dopo aver fatto danni enormi nascondendo i rischi di un virus nato da loro, le autorità di Pechino ne approfittano per uccidere quel residuo di democrazia che Honk Kong rappresenta nel loro impero del male.

Già qualche mese fa lo avevano tentato, ma l’attenzione del Mondo libero aveva impedito l’uso della violenza cieca.

Con il cinismo tipico dei regimi dittatoriali stanno approfittando dei problemi che distraggono per sopprimere e soffocare la libertà.

Insopportabile per loro che una piccola area del paese goda di un minimo di garanzie democratiche.

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Lavoro e lavoratori.

di Eugenio Baresi

Proprio due giorni fa, nel 1970, veniva approvata dalla Camera dei Deputati la legge n.300.

Meglio nota come Statuto dei lavoratori.

Il Presidente del Consiglio era Mariano Rumor ed il Ministro del lavoro era Carlo Donat Cattin, entrambi democristiani.

Il disegno di legge governativo era stato predisposto appena un anno prima da Giacomo Brodolini, Ministro del Lavoro e socialista, con lo stesso Presidente del Consiglio.

(Brevissima nota: Brodolini ha fatto il Ministro per nove mesi, ma essendo capace ha potuto predisporre un testo fondamentale e approvato con l’impegno di un altro Ministro capace).

Oggi il lavoro in tanti settori è completamente diverso nella sua organizzazione ed è quindi quanto mai opportuno che se ne verifichi l’attualità.

Ma oggi c’è un problema ben peggiore; se le cose continuano in questo modo bisognerà preoccuparsi che ci sia ancora il lavoro.

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