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pensieri sull'attualità

Categoria: Informazione (page 1 of 6)

Un Paese rovinato anche senza salvo intese.

di Eugenio Baresi

Ormai pare che un qualsiasi semplicissimo intendere sia stato smarrito.

Ci hanno raccontato che hanno individuato 130 opere strategiche e che queste verranno rapidamente realizzate con il decreto semplificazione.

Ora queste opere sono note da anni, molte finanziate da anni e molte progettate da anni.

Allora perché non lo hanno fatto in questi anni?

Non è una domanda polemica, è semplicemente una domanda che qualsiasi persona di buon senso dovrebbe porsi.

Ma poi c’è un ulteriore questione perché questo decreto è stato approvato “salvo intese”.

Praticamente non c’è ancora.

Un disastro.

E non è una affermazione polemica, è una constatazione se sono veri i fatti sopra riportati.

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Senza parole… ma molti senza dignità.

di Eugenio Baresi

Dieci anni fa dei prodi magistrati scatenarono una caccia all’uomo e alle donne purché fossero Amministratori del Comune di Parma.

Non c’era Berlusconi fra loro, ma pare persino superfluo sottolineare che Parma, unica città capoluogo guidata dal centro destra dell’Emilia Romagna, aveva Sindaco il forzista Piero Vignali

Oggi con due paginette i magistrati dicono che era tutto regolare il comportamento di quegli Amministratori e che invece sono gli investigatori che si sono sbagliati.

Ovviamente, allora, la Giunta si dovette dimettere sotto la pressione dei magistrati, degli avversari politici e dell’informazione.

Certo che l’informazione ama sempre distinguersi.

Sul Corriere della Sera, tal Aldo Cazzullo scrisse nell’immediatezza e con saccente certezza: “Parma la città sotto inchiesta dove tutti rubavano tutto”.

Se si avesse il vezzo di Cossiga nell’impreziosire i nomi con i loro atti altro che “tonno” ci ispirerebbe cotanto giornalista.

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L’insopportabile presunzione dei presunti intellettuali.

di Eugenio Baresi

Due noti “giornalisti” se la prendono con i parlamentari grillini che passano alla Lega.

E fin qui niente di male perché il cambio di partito, che da qualche legislatura avviene tanto spesso, è un comportamento davvero irrispettoso.

Soprattutto perché questi signori non essendo stati votati, ma eletti perché scelti dai capi, dovrebbero avere maggiore dignità.

Quello che però è insopportabile dei due giornalisti sono le spocchiose affermazioni che motivano le loro condanne.

Secondo loro i parlamentari grillini sono ignoranti e incompetenti e vanno per analoga ignoranza e incompetenza con la Lega, non sopportando la superiorità intellettiva dei PD.

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Giorno nero della informazione

Pierino e il lupo.

di Eugenio Baresi

Leggendo qua e là capita di trovare una intervista sulla pandemia che serve per pubblicizzare un nuovo libro in uscita.

Si sa che anche quelli famosi senza che la gente sappia che hanno scritto non venderebbero alcun libro… ed a loro un aiuto non lo negano e non se lo negano.

Altettanto evidente che per i giornalisti militanti tracciare il solco sia una convinzione del loro buon agire.

Ecco che così messe insieme le due occasioni si può essere informati che:

Il peggio è passato, non solo dal punto di vista sanitario: “Se al governo ci fosse stato Matteo Salvini, durante la pandemia, il rischio che l’Italia finisse come l’Ungheria sarebbe stato molto concreto. L’invocazione dei ‘pieni poteri’ il Paese l’ha vissuta in tempi normali. Ma cosa sarebbe successo nel momento dell’emergenza? Il pericolo che lo stato d’eccezione fosse interpretato in maniera illiberale, come nei paesi di Visegrad, a quel punto sarebbe diventato una possibilità”.

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Nella RAI ci sono giornalisti che pretendono di diffondere solo quello che loro vogliono. Si chiama censura.

di Eugenio Baresi

Quest’anno vi è il 40° tragico anniversario della tragedia di Ustica.

Il Presidente della Repubblica, di fronte alle inconcepibili sentenze difformi fra magistrati penali e civili, lo scorso anno ha inviato questo messaggio:“Confermo il costante impegno per la ricostruzione univoca delle circostanze in cui persero la vita tanti nostri concittadini”.

L’USIGRAI, associazione di giornalisti, pretende che la RAI divulghi solo quello che lei vuole.

Sono come i censori dei peggiori regimi dittatoriali che cancellano e umiliano il dovere della correttezza nell’informazione.

Parrebbe impossibile per un sindacato di giornalisti dipendenti di un servizio pubblico.

Pretende che venga annullata la voce di chi difende quanto stabilito dall’unico processo che ha fatto indagini, perizie e confronti dibattimentali per 247 udienze giungendo ad escludere senza alcun dubbio che il disastro sia stato causato da una battaglia aerea.

Pretende che la RAI, servizio pubblico, diffonda e comunichi solo quanto loro vogliono sentire affermato e cioè che la tragedia di Ustica è stata causata da una battaglia aerea.

Già ha ottenuto di trasmettere una trasmissione insultante e di fronte allo sconcerto ed alla richiesta di far sentire correttamente la voce di chi difende le sentenze della magistratura penale si oppone.

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Verità per Ustica: anche la Rai vuole depistare

Il nostro unico impegno è teso ad evitare che i cittadini italiani vengano derubati di un miliardo di euro dopo averne già perduti centinaia di migliaia.

Noi non guadagnamo nulla, vogliamo solo la verità.

Se il Presidente del Consiglio non fa conoscere i documenti segreti che la legge non consente di mantenere tali saremo costretti a divulgarli.

 L’Associazione per la verità su Ustica ha inviato una lettera al Presidente della RAI Marcello Foa, al Direttore generale Fabrizio Salini e al Direttore Rainews Antonio Di Bella in relazione al preannunciato speciale su Ustica del 27 giugno.

La lettera è di Giuliana Cavazza, Presidente Associazione Verità su Ustica che nel disastro ha perso la mamma.

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La calunnia a geometria variabile.

di Eugenio Baresi

Non entriamo nella valutazione delle accuse ai cinquini di aver preso soldi dal regime venezuelano.

Aspettiamo fiduciosi, con poca fiducia, che la magistratura ci informi della sua solerzia.

Solo che in Italia qualsiasi cosa è a geometria variabile, cioè si modifica rispetto agli interessi propri e degli amici.

Certo bisogna essere ai comandi per poter apportare modifiche.

È per questo che siamo poco fiduciosi perché di quelli che hanno il comando delle indagini e delle informazioni non abbiamo fiduciosa opinione.

Ma quello che si vorrebbe sottolineare è che la scarsa fiducia dovrebbe essere superata proprio da una forte richiesta di investigare su tutto da parte dei protagonisti colpiti dal dubbio delle accuse.

Derubricare il tutto a calunnia è troppo facile e politicamente indecoroso.

Soprattutto per chi sulle calunnie ha costruito il suo successo.

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Notizia: siamo in prossimità di un possibile attentato ad un aereo.

di Eugenio Baresi

Se così detta qualche giorno prima, reiterata sinteticamente la mattina e la sera accadesse che esplode un aereo una simile informazione data da uno, e che uno!, sarebbe una notizia…

Basterebbe conoscerla.

Stiamo parlando di Ustica.

Aspettiamo fiduciosamente di conoscerla.

Intanto invece ecco l’ennesima notizia, quella ce la fanno conoscere, inventata con fantasia, che il solito gruppo di disinformatori produce, che la solita parte di magistratura tenta di promuovere e così si derubano gli italiani e la verità.

Quasi ogni anno una e siamo alla trentaduesima “nuova” verità, sempre diversa, che ci raccontano.

Avrebbero carpito da una registrazione nota e stra analizzata parole incredibili.

Ma la fonte è una registrazione, non l’originale, con incongruenze tecniche, temporali e contenuta nel sito raccoglitore dei teorici del missile.

Incredibile.

Quest’anno c’è una ulteriore novità però.

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Ricordo di David Dorn.

di Eugenio Baresi

Nessuno ne parla, non ha la convenienza di essere utile.

E quindi non ha l’onore della memoria… purtroppo per l’onestà ormai sconosciuta.

David Dorn era un capitano di polizia in pensione di 77 anni, cinque figli e dieci nipoti.

Amava aiutare i giovani, indirizzarli sulla buona strada piuttosto che arrestarli, ci racconta la CNN.

La Ethical Society of Police ha aggiunto “che era il tipo di fratello che avrebbe dato la vita per salvarli”, riferendosi ai giovani che per strada ne combinano non proprio di positive.

Quelli per cui avrebbe dato la vita sono quelli che lo hanno ucciso.

Si, perché David Dorn è stato ucciso a St.Louis qualche giorno fa da alcuni che facevano finta di manifestare per protesta contro l’omicidio di George Floyd.

David Dorn era un poliziotto afroamericano, ma in questo caso essere afroamericano non è risultato importante.

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