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Tag: coronavirus

Speriamo che imparino quanto l’ipocrisia è dannosa.

Un mese fa, quando il corona virus era apparentemente solo in Cina i governatori di 7 regioni governate dal centro destra, chiesero provvedimenti di quarantena per chi rientrava dalla Cina, quanto meno per i ragazzi delle scuole.

Accusati di ogni possibile rigurgito razzista.

Oggi i governatori delle regioni del Sud impongono ordinanze per vietare addirittura a loro cittadini di rientrare dalla regioni del nord, più colpite dal virus, e sicuramente impongono la quarantena.

Di cosa li accusiamo?

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Fare con criterio.

L’immagine che si è sparsa per il Mondo, conseguenza delle note vicende del virus, è stata assolutamente negativa.

In montagna, dove vivo e dove non vi è alcun pericolo nemmeno presunto, sono fioccate le disdette.

Centinaia di milioni di danno.

Si poteva gestire l’informazione e l’immagine del Paese in altro modo?

Certamente e con umile presunzione diciamo come.

Partendo da lontano, partendo cioè dalla conoscenza della storia che è il primo sapere utile ad affrontare i problemi con alle spalle la sapienza del conosciuto.

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Soccorso Rosso… ma non solo, e senza vergogna.

Se la Repubblica Popolare Cinese non fosse una dittatura comunista immediatamente si sarebbe conosciuto cosa stava accadendo.

Invece “il sole dell’avvenire” asiatico ha pensato bene di non rovinare la prospettiva del luminoso cammino per il suo popolo.

Pare che questa volta non ci sia riuscito nonostante il suo indomito impegno.

Così un povero dottore, Li Wenliang, che aveva denunciato la pericolosità del nuovo virus ha subito minacce, è stato allontanato dall’ospedale, è stato accusato dalle autorità statali di minare la sicurezza nazionale.

Poi però è scoppiato un problema mondiale e Li pare anche lui morto.

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Sars, coronavirus… perché la Cina e perché non si propongono iniziative.

La Cina è sicuramente un paese molto popolato, ma anche l’India lo è, ma anche altri paesi hanno ancor maggiore densità abitativa.

Allora perché infezioni nuove e strane nascono solo lì?

Per pura questione statistica, considerando il numero di abitanti e le condizioni di vita, dovrebbe e potrebbe verificarsi la stessa cosa in un altro paese.

Ma non avviene.

Notizie sottolineano la presenza nella città di Wuhan di pericolosi istituti di ricerca sulla guerra batteriologica.

Non facciamo dietrologia, ma facciamo almeno strategia e politica.

Nessuno ha il coraggio di mettere la Cina di fronte alla sua responsabilità di paese dittatoriale, nascosto nelle sue imprese, attivissimo nell’espansione militare, impermeabile alla libertà democratica, ma anche impegnatissimo nell’economia che aggredisce il resto del mondo approfittando della libertà dei mercati altrui.

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