di Eugenio Baresi

Con costernazione queste righe sono necessarie.

Il Comune di Napoli nella celebrazione del I Maggio ha usato il tragicamente celebre motto nazista che accoglieva i deportati ad Auschwitz: il lavoro rende liberi.

Poi di fronte alle proteste della comunità ebraica… si è “scusato”… una svista.

Non può commettersi un simile insulto e non può essere derubricato ad errore.

Ma neppure può essere nascosto dall’informazione e dalla politica.

Sono passati alcuni giorni e si è voluto consentire il tempo per una riprovazione che avrebbe dovuto essere unanime ed elevata.

L’attesa è stata vana.

Per l’ennesima volta la dimostrazione di come il rispetto democratico ed antifascista sia opzionale e interpretato secondo le convenienze.

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