Oggi probabilmente voteranno la loro inutilità.
I deputati.
Il fatto è che di questo, oltre che della loro pericolosità, eravamo già ben più consci noi cittadini italiani.
In 25 anni di cosiddetta seconda repubblica sono riusciti a ridurre l’elettorato alla metà: eravamo esempio e vanto di partecipazione al voto, ognuno conosceva chi votava e chi votava conosceva chi eleggeva.
Oggi la disperazione nello sperimentare quotidianamente insulti, imbrogli e incapacità ha distrutto quasi tutte le speranze.
Servirebbe una salto di qualità nella proposta, ma il perverso meccanismo che con astuzia è stato messo in campo impedisce a chi vuol prodigarsi in proposte sagge, concrete e reali di trovare la possibilità di farsi sentire.
I partiti sono associazioni a… autogaranzia, stava scappando un ‘altro termine.
Le proposte sono per lo più imbroglio confezionato per durare un battito d’ali in attesa del prossimo pasticcio.
Il confronto è una melma di insulti.
E tutto questo perché la cosiddetta politica è popolata di gente senza storia, senza lavoro, senza la capacità di reggere la serietà di un contraddittorio, di una discussione, di una competizione.
L’ennesima trovata che porta al dimezzamento del numero dei parlamentari è insultante per chi la approverà.
Cancella il significato di un lavoro e di una rappresentanza che storicamente è stata legata, prima dell’arrivo di questi inutili nominati, al territorio ed alla sua conoscenza.
Un Paese, il nostro, fortemente caratterizzato dalle individualità addirittura rappresentate nella storia dai comuni, dai piccoli principati e dalle signorie.
Un paese nel quale il sentire è frutto di tante esperienze, di tante realtà, di tante capacità.
Ma per questi, che non hanno capacità, il portato delle persone è inutile.
Non hanno altre esperienze specchiandosi in se stessi.
Seguendo il loro ragionamento sarebbe sufficiente un rappresentante per partito o movimento che schiacciasse il bottone del voto.
Si risparmierebbe tantissimo.
Ma per risparmiare tantissimo avrebbero potuto ridursi lo stipendio a quello di un comune operaio, che molto più seriamente, e quotidianamente lavora e produce ricchezza per l’intero Paese.
Invece per loro che non hanno mai lavorato la lotteria del proprio interesse fa premio alla dignità.
Si deve sapere che con questo voto è praticamente impossibile andare al voto per i prossimi anni.
Deve essere votata una nuova legge elettorale.
Devono essere modulati e modificati i collegi di elezione.
Addirittura si deve procedere ad una ulteriore modifica costituzionale per adeguare la rappresentanza delle regioni nell’elezione del Capo dello Stato, altrimenti sarebbero quasi più i rappresentanti regionali dei parlamentari, creando un aberrante risultato per quanto riguarda la rappresentanza delle volontà popolari.
Ci sarebbe molto altro da dire, ma ci si ritornerà.
Intanto questi parlamentari sono certi d portarsi a casa una dote di quattrini che nella vita normale mai avrebbero potuto avere anche se le loro vite fossero triplicate nel tempo.
Ma sono bravissimi a dire che sono al servizio dei cittadini… i cittadini loro stessi.
8 Ottobre 2019 at 09:49
Un quadro perfetto della situazione politica italiana .
Doveva sbagliarsi On..Baresi .
Io scrivo proprio
Non associazioni ad autogaranzia ma
Ad autocrazia.
Non autodemocratiche ormai da trent’anni .
Cordiali saluti e Grazie