Viene da chiedersi perché con scadenza irregolare, ma consueta, si venga informati di situazioni drammatiche, di conflitti sanguinosi, di repressioni ingiustificate… e poi più nulla.

Tutto risolto? Magari.

Le logiche che non regolano l’informazione sono fantasiose. Molto spesso quello che conta non è il fatto, ma l’occasione che il fatto offre per raccontare e attrarre con drammaticità se in quel momento non c’è nulla di meglio da drammatizzare.

Poi ovviamente ci sono le convenienze, determinate dall’utilità del paese.

In Iran, per esempio, accade tutti i giorni che chi si oppone, o solo protesta, si trovi perseguito. Se poi ha comportamenti sessuali non conformi alle regole… meglio non dire cosa gli accade, ma sarebbe meglio ci fosse una reazione da parte del mondo cosiddetto libero e per i diritti.

Ma in Iran i nostri rappresentanti, se donne, ci vanno bardati quasi fossero in una tempesta di neve. Ed ovviamente l’informazione, informa solo lo stretto necessario, meglio lo strettissimo impossibile da nascondere perché qualche notizia internet la comunica comunque.

In Venezuela chissà come stanno, ma ormai pare non interessi.

In Cile, forse, le risposte positive fornite dai governanti avranno avuto applicazione, chissà.

Bisogna farsene una ragione, nemmeno le cose del mondo possiamo conoscere nella oggettiva valenza dei fatti,