Purtroppo è meglio ritornare alla realtà perché speriamo fra breve sarà opportuno attrezzarsi per la ripresa e speriamo anche per fornire il Paese di un personale politico adeguato.
Quindi conoscere e ricordarsi può essere un buon impegno in questo periodo nel quale restare a casa per molti è obbligatorio.
Certo pensando con riconoscenza a quelli che negli ospedali rischiano davvero per garantire assistenza, a tutti i volontari delle ambulanze, alle forze dell’ordine, a chi ci garantisce tutti gli altri servizi essenziali.
Ma veniamo al punto del titolo.
Nel decreto economico approvato dal governo tre giorni fa c’è un assurdo essendo rimasta esclusa Brescia dal beneficio di rinviare i versamenti IVA.
La norma è stata modulata immaginando un livello di contagiati di 200 ogni centomila abitanti.
Ma è stata applicata facendo riferimento ai dati del giorno 14 e non ai dati forniti dalla situazione che nel frattempo aveva portato Brescia al centro dell’attenzione.
E Brescia è una provincia dove le attività sono numerossissime e dove l’affanno è evidente.
Classico esempio di incapacità non solo dei politici quanto anche dei funzionari ministeriali che molto spesso non adeguano il cervello ai fatti lasciandolo ancorato alle norme.
Però il ruolo dei politici è quello di prestare attenzione.
Ancor più ovvio se si parla di territori che si rappresentano.
In questo caso la macroscopica assurdità del provvedimento non poteva passare inosservata ad un uomo di governo, eletto a Brescia, e con ancor maggior responsabilità essendo nello specifico ruolo di vice ministro economico.
Non è questione di favorire, è assoluta mancanza di capacità nel controllare non ci siano errori, per di più riguardo ai cittadini che si rappresentano.
Mi auguro che il pd bresciano se ne ricordi, anche perché ha ottimi rappresentanti che sono stati a casa non essendo forse sufficientemente “lecchini” nei confronti del capo che compilava le liste.
Pretendere rispetto significa ricordarsene non solo a Brescia.
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