C’è un pubblico ministero che si lamenta perché pochi “colletti bianchi” sono in carcere… e la colpa è della prescrizione.

La colpa possibile è quella di, presumibilmente, evadere il fisco, ma badate bene, non con un’evasione in proprio, ma con una complicità nell’applicare indicazioni che porterebbero ad una supposta evasione dell’azienda per cui lavorano.

Ecco la scena.

I dipendenti possano essere responsabili in proprio delle decisioni dell’azienda.

La presunta colpa potrebbe essere quella di non aver ben controllato che non ci siano fini volti all’evasione nelle decisioni che loro hanno applicato.

I “colletti bianchi “ sono in fondo impiegati di livello superiore che portano avanti le scelte della proprietà o dei manager.

Già nel pubblico aver portato la responsabilità oggettiva riguardo alle procedure, ai dipendenti piuttosto che ai responsabili politici, ha portato ad una lentezza di esecuzione che si assomma al già enorme peso della burocrazia.

Ora trasferire le stesse norme nel privato porterà all’impossibilità di azione rapida ed incisiva che i mercati pretendono per poter sopravvivere in un mondo sempre più concorrenziale.

Infatti chi si assumerà l’onere di applicare decisioni con il terrore che in quelle decisioni ci sia poi, secondo un magistrato, una operazione che porta all’evasione?

Quale azienda potrà sopravvivere all’idea di avere i suoi dipendenti terrorizzati dall’assumersi un ruolo nell’applicare le scelte ben sapendo che la loro vita sarà distrutta per decine di anni?

Se poi ci si immagina che si vuole cancellare la prescrizione creando un popolo di imputati a vita non avremo più un investitore in Italia.