Nemmeno un “colpo di teatro” perché si sapeva che l’ex segretario del PD sarebbe diventato pure ex iscritto.
 Certo ben curioso che in poco più di dieci anni il Partito democratico fra cinque segretari e tre reggenti ne abbia già tre che lo hanno abbandonato… forse c’è più di un problema a Roma.
Ritorniamo a Renzi.


Indubbiamente sveglio, in un certo senso abile, sicuramente mutevole.
Doti o difetti che se non ci fossimo di mezzo noi, come semplici cittadini, varrebbero solo per una modesta discussione.
In effetti il nostro ha iniziato la sua avventura con il voler essere nuovo e diverso.
Da anni pare che essere quello che si dovrebbe essere nel ruolo che si ricopre non susciti particolari apprezzamenti nel consenso di una parte degli elettori.
Il dramma che la maggioranza disperata e che non vota pare non interessare essendo troppo difficile dare a d essa risposte concrete e non barzellette.
I personaggi della politica, non avendo mai lavorando e vivendo grazie al mestiere di politico, disprezzano la politica.
Meglio sarebbe dire imbrogliano, nascondendo il nulla che sono, approfittando dell’invidia che hanno creato, favoriti dall’ulteriore imbroglio di una informazione tutt’altro che libera, nell’addossare sempre le colpe ad una politica del passato che sta diventando quasi responsabilità preistorica.
Ecco che così compare il “nostro” per rinnovare… no, per rottamare.
Dimostrando appunto subito quella mancanza di rispetto tanto attraente per chi non avendo mai combinato nulla di concreto nella quotidianità detesta tutti gli altri.
Cacciare chi ha una storia nel partito, distruggere lo scheletro istituzionale che ha garantito partecipazione, conoscenza e governo diffuso.
I cittadini lo hanno comunque fermato affossando una riforma costituzionale pensata con un meccanismo perverso e con l’intento di poter contrastare gli artefici primi della distruzione democratica.
Arriva poi la seconda fermata da parte degli elettori con il disastro del PD alle ultime elezioni politiche.
Anche perché se si fa propaganda utilizzando proposte altrui, peraltro male, è evidente che l’originale valga più della copia.
Oggi di fronte al fallimento conclamato di un governo al si sotto di ogni accettabile giudizio il Renzi ha utilizzato la sua, in un certo senso, abilità.
Se vi fossero state le elezioni anticipate nulla avrebbe salvato lui ed i suoi ispiratori a cinque stelle anche ‘essi ormai cadenti.
Ma fra simili ci si piglia.
Così ecco la proposta del governo che ci siamo ritrovati.
Ovviamente sempre realizzato per il bene del popolo, che nell’accezione dei nostri si riduce numericamente alla conservazione del proprio esistere.
Nulla conta se non sopravvivere personalmente.
In questo la storica saggezza, pur ad essi sconosciuta per mancanza di frequentazioni culturali, appare come inconsapevole marchio genetico: Primum vivere deinde philosophari.
Certo al segretario PD c’era stato chi aveva sottolineato ed evidenziato come i fatti fossero, ma la qualità dei politici è universalmente modesta.
Adesso dovremo ridere alla prossima verifica di maggioranza nella quale si dovranno sedere allo stesso tavolo non più solo PD e stelle cadenti, ma pure ufficialmente i renziani non più camuffati.
Renziani che per altro stanno raccogliendo in parlamento i tanti che senza né arte né parte, con un consenso inesistente fra la gente, si danno un enorme daffare per respirare l’ultimo possibile refolo di incarico.
Un riso amaro se i danni saranno l’esatto riflesso delle capacità dei protagonisti.
Le regole della democrazia