di Eugenio Baresi

Oggi scriveremo ovvietà, immaginando che siano rivelazioni.

Praticamente il principio illustrato da quei due signori nel titolo su cui si è soffermato un importante giornale nazionale.

Dottamente ci viene spiegato che “vi sono persone che credono di essere più intelligenti e capaci di quanto non siano realmente”.

E con mirabile sintesi ci dicono essere questo effetto un tipo di inclinazione cognitiva.

Essendo da anni sempre più precipitati nelle difficoltà pare di trovarsi bene nell’inclinazione che subiamo nel nostro rotolare… ma parrebbe essere purtroppo non solo una nostra condizione.

D’altro canto quelli che avrebbero dovuto essere esperti in questa drammatica contingenza non pare si siano espressi con grande lucidità.

Quindi di cosa si parla?

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