La somma di circostanze si è soliti dire possa essere considerata prova.
Ed in effetti con una rapidità incredibile e coincidente tutto quello che accade in Europa in questi giorni è una variazione di linee assoluta e capovolta.

 Sulla politica monetaria, sull’immigrazione, sulla politica economica.
Se la prima è un’inversione apparentemente indipendente dai desiderata oltre che contrastata da polemiche, pur restando solo sospetta per il tempismo, le altre due sono decisamente un poco angoscianti.
Per chi ha sempre creduto nella libera democrazia e che nell’Europa ha visto una comunità di stati finalmente cooperanti, le vicende dell’oggi non possono non destare timore.
Senza esagerare, ma con serietà e senza far finta di non sapere come da sempre la concorrenza fra gli stati, seppur alleati, sia sempre esistita.
Con chiarezza è fuor di dubbio che l’Europa con il governo giallo-verde abbia avuto un atteggiamento indifferente e scontroso sulla politica migratoria.
Con i precedenti governi non aveva motivo di interessarsene visto che nemmeno si preoccupavano di troppo sollecitarla lasciando un carico di responsabilità e di oneri esclusivamente sugli italiani.
Ora riuscita nell’intento di cacciare soprattutto ed esclusivamente i verdi con il governo giallo-rosso si assume l’onere.
In vero Francia e Germania, perché soprattutto loro sono le indubbie protagoniste di una stagione che sta rendendo l’Europa non una famiglia solidale, ma una famiglia gerarchizzata nelle decisioni e nelle utilità.
Stesso comportamento sull’economia per la quale comprensione ed elasticità sono diventate parole condivise.
Ora consentire le spese di investimento in determinati settori utili per il rilancio della assopita capacità economica era esattamente quello che si chiedeva dal Governo italiano e che per contro si negava dall’Europa.
Evidentemente Salvini aveva ragione?
Chiedeva in modo che, per chi ha consuetudine con le buone maniere, appariva smargiasso e sgraziato, ma pure le risposte seppur elegantemente rappresentate contenevano la durezza della sostanza.
Allora si deve ringraziare Salvini per il suo successo elettorale che ha “intimorito” i danti causa?
Purtroppo non c’è nessuno da ringraziare, anche se veramente gli italiani con il loro voto qualche pretesa l’hanno manifestata.
Solo manifestata perché le conseguenze sono quelle di un ribaltamento dei ruoli nel governo esattamente nella direzione opposta ai loro intendimenti.
Certo per il momento la caramella c’è… nella speranza non sia avvelenata.
Indubbiamente resta solo da preoccuparsi di una classe politica esempio di inadeguatezza, incapace di autorevolezza e sottomessa agli altrui interessi.