Ricordare i fatti e raccontarli per come sono sarebbe assolutamente necessario.
Anche perché il loro racconto sarebbe utile per comprendere e valutare se ci si ricorda come il filosofo G.Battista Vico, affermasse che i fatti si tramutano nel vero, ancora all’inizio del ‘700.
Nel luglio dello scorso anno la Banca Centrale Europea annunciò la fine del quantitative easing, in pratica la fine dell’acquisto dei titoli di stato dei vari paesi.
Fu una fiammata per i mercati, che non sono solo e banalmente eterodiretti, ma risentono anche e soprattutto delle sensazioni e degli accadimenti.
Per il nostro spread, in pratica il differenziale di interesse pagato dai titoli di stato italiani sugli analoghi titoli tedeschi, fu un colpo non indifferente: schizzò!
Come tutti sanno, anche senza essere pompieri, le fiammate fanno un danno evidente ed immediato il cui effetto comporta parecchio tempo per essere riassorbito.
E’ cosi che faticosamente e con alternanza il tanto vituperato spread ha iniziato a ridiscendere fino alla crisi di governo dell’agosto scorso.
In questo caso non vi è stata una fiammata, ma più semplicemente un semplice soffio che si è subito riassorbito facendo proseguire la discesa.
In questi giorni la Banca Centrale Europea ha annunciato che rimetterà in moto il quantitative easing.
Giustificante il pericolo per il rallentamento delle economie europee.
Sorge spontaneo l’interrogativo di come la programmazione e la previsione dello sviluppo dei mercati sia così miope in un tempo tanto ridotto: un anno.
Ma c’è per quanto ci riguarda in Italia uno “strano” parallelismo.
Nel giugno scorso partiva il governo giallo-verde.
In questi giorni parte il governo giallo-rosso.
Per analogia con le indicazioni semaforiche le decisioni avrebbero potuto essere per noi favorevoli da un segnale giallo-verde, ed invece si dimostrano più favorevoli con un segnale giallo-rosso.
Ma c’è anche un noto detto che indica come la fortuna sia cieca e la sfortuna ci veda benissimo.
Per noi anche in questo caso pare che la vista abbia giocato uno scherzo.
Curioso che con il governo giallo-verde la sfortuna abbia visto benissimo portando all’abolizione del quantitative easing, ma ancor più ben strano che anche la fortuna ci abbia visto benissimo con il governo giallo-rosso che si trova come regalo il suo primo giorno la ripartenza del quantitative easing.
Ma forse non è una questione di vista, è una questione di volontà.
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