La manifestazione della Lega a Pontida ci ha indicato due personaggi che sarebbe opportuno venissero dismessi al più presto dai loro ruoli.
Il primo è l’on. Vito Comencini.
Per lui sono sufficienti poche righe perché affermare che il Presidente Mattarella gli “fa schifo” è non tanto incommentabile, ma soprattutto da rimuovere dal pensiero di una persona minimamente dotata di intelligenza.
Se solo avesse rispetto per sé prima di parlare dovrebbe accertarsi della storia umana e politica di quelli a cui si riferisce.
Salvini farebbe bene, non solo e con facilità, ad esprimere il suo biasimo, ma dovrebbe semplicemente comunicagli pubblicamente che opportunamente si preparasse a ritornare al suo più salutare lavoro perché il Parlamento è meglio faccia a meno di lui.
Più complessa è la valutazione per il secondo protagonista della giornata: il giornalista Gad Lerner.
Il personaggio, usando un eufemismo, non ha mai riscosso brillanti risultati nelle trasmissioni che gli sono state affidate, ma immarcescibile continua a calcare i più diversi e vari palcoscenici televisivi.
Evidentemente le entrature non mancano.
Ma appare insopportabile che presumibilmente intelligente, si presenti con baldanza, una sua innata caratteristica, alla manifestazione leghista senza poter comprendere che l’accoglienza sarebbe stata pessima.
Ora, come si diceva, è onnipresente in televisione e sui giornali con l’immancabile carico di attacchi alla Lega, al suo segretario e con una considerazione “modesta” dei suoi aderenti.
Immaginare che gente “modesta”, non tanti per la verità, non colga l’occasione per dire quello che davanti al televisore non può certo dirgli è francamente offensivo per la sua intelligenza.
Tanto più che sempre quella gente “modesta” paga il canone che gli consente di esserci.
Ma siccome sarebbe un insulto considerarlo non intelligente questa sua intemerata particolarmente utile per apparire vittima e farsi notare fa il paio con l’utilizzo della sua appartenenza ebraica.
Cosa che gli serve solo quando degli ignoranti di destra lo attaccano per questo.
Per il resto del tempo è sempre ben lieto di affiancarsi a chi quotidianamente contesta da sempre, qualsiasi decisione non tanto e solo del Governo israeliano, sia quando a guidarlo è Netanyahu sia quando a guidarlo fosse stato il socialista Premio Nobel per la pace Peres, ma affiancato persino a chi considera in generale gli ebrei razzisti.
Certo non è una sofisticata forma di democrazia la contestazione a cui è stato sottoposto, che invero non ha minimamente impedito il suo prezioso lavoro di giornalista, ma i suoi amici e colleghi dovrebbero immaginare cosa accadrebbe se ad una delle pacifiche manifestazioni nelle quali si rompe di tutto si presentasse non dico Salvini, ma anche solo il mite Giorgetti.
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