Il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che nella sostanza equipara i due totalitarismi del secolo scorso.
Come sempre quando si vuol circoscrivere un problema nella semplice diversità fra due colori si commettono imprecisioni, ma in questo caso si è compiuta azione meritoria.


Finalmente si potrà ragionare sui fatti e non sulle pregiudiziali che nel nostro Paese accompagnano qualsiasi discussione.
Gli amici dell’Europa a prescindere, con questa decisione sono in difficoltà, si sentono traditi, da chi loro “amano”, proprio sul terreno che in casa coltivano con quotidiana attenzione. In verità tutti questi paladini quando c’era l’Unione Sovietica consideravano l’Europa occidentale il regno del male, ma le conversioni, soprattutto per convenienza, si sono sempre conosciute anche se ormai sono quotidiano comportamento dei politici.
I novelli europeisti tanto amano l’Europa perché consente ad essi, oggi, di auto affermarsi paladini di una democrazia che se non ci fossero stati loro sarebbe sconosciuta… e che loro continuano a tutelare.
Nella verità storica e nella verità dei fatti la democrazia in Italia è stata difesa e mantenuta dalla Democrazia Cristiana e dai suoi alleati laici.
Sarebbe opportuno venisse finalmente lasciato come fatto indiscutibilmente oggettivo.
Oggi poi se c’è un pericolo è proprio in chi tale pericolo strumentalizza.
Allora la deliberazione del Parlamento europeo ha l’indubbio merito di segnare alcuni paletti, di fotografare gli accadimenti.
Certo come si diceva all’inizio voler essere dirimenti quando le situazioni sono complicate non è facile.
È fuori di dubbio che entrambe le ideologie abbiano portato morti, sopraffazione, terrore ed umiliazione.
Detto ciò è altrettanto evidente come il nazismo non abbia avuto una interpretazione sbagliata di propositi che avrebbero potuto non essere negativi, ma abbia avuto semplicemente cattivi propositi.
Il comunismo è stato l’applicazione tremenda e orribile di propositi che avrebbero dovuto essere l’esatto contrario della loro applicazione.
In sostanza il nazismo era nel suo motivo di essere sopraffazione, divisione e negazione della democrazia.
Il comunismo voleva essere l’esatto opposto di quello che è stato e cioè affermazione di ampi diritti e di libertà.
Peccato, appunto, che il comunismo applicato abbia cancellato la libertà per rendere davvero tutti senza diritti.
Affermare questa diversità non è essere equanimi, è semplicemente essere non di parte, se di parte si vogliono considerare quelli che intendono la ragione solo quando è a loro favore.
I “democratici” nostrani sarebbe opportuno cercassero di abbandonare la loro presupponenza in base alla quale quando non sono loro al governo ecco apparire il pericolo democratico.
Appaiono più prossimi a chi aveva propositi sbagliati rispetto a chi ha sbagliato la traduzione di buoni propositi.