Purtroppo dopo un articolo splendido eccoci a parlare di pochezza.
Di maio torni a vendere bibite… possibilmente non sbagliando la bottiglia d’acqua con quella della candeggina.
Quando non tanto la perdita della dignità, ma la decenza oltrepassa ogni limite non può esserci accondiscendenza.
Già alle elementari non è consentito sbagliare: se ti chiedono il nome della capitale italiana e dici Parigi sei irrimediabilmente insufficiente.
Un ministro degli esteri, in conferenza ufficiale e con a fianco l’interessato, non può permettersi di sbagliare il nome, nemmeno storpiarlo, proprio sbagliarlo.
E non è la prima volta!
Prima ha sbagliato il nome del Primo ministro Cinese, adesso quello del Segretario di Stato Americano.
Purtroppo l’indecoroso procedere della politica italiana consente a chi nemmeno ha una elementare preparazione di ricoprire ruoli importanti.
L’invidia, la maldicenza e la calunnia profuse a piene mani e favorite da una informazione, a cui aggiungere aggettivi richiederebbe “il massimo del peggio”, hanno portato a tanta miseria politica.
Ma eccoci con un altro ministro in assenza di prove di cui appaiono scritti pur brevi che contengono insulti e affermazioni gravemente offensive, non dettate da un pur modesto ragionamento, ma dal semplice livore indecente.
Adesso si chiamano post, perché evidentemente un pensiero compiuto non è nelle capacità di essere sviluppato.
Ma comunque anche queste pur brevi affermazioni porterebbero alla sospensione di un qualsiasi studente dalle scuole di ogni ordine e grado.
Il colmo è che le ha prodotte il ministro della pubblica istruzione!
L’indecenza che governa il Paese è ormai somma.
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