Questa politica dell’oggi tratta i cittadini come fossero oggetti di scarso valore.
Il problema che i cittadini, non essendo oggetti, ma persone, devono essere indotti nella condizione di non accorgersene dall’imbroglio di notizie a cui sono sottoposti.
Ed è quello che accade.
Quando si tratta di pensioni, si tratta di vite di lavoro ancora in essere con attese brevi o lunghe, ma tutte determinate da aspirazioni che sottintendono impegni con uno Stato in cui indubbiamente si credeva di poter credere.
Da alcuni anni non è più così.
Dalla riforma Fornero, che ha profondamente inciso su alcuni lavoratori, ogni poco si lanciano nuove possibilità, che dopo poco si intendono cancellate.
È di queste ore l’ennesima presunta modifica dell’ultimo provvedimento.
Ovviamente tutto quello che è stato fatto ha trovato l’avvallo di sentenze che hanno respinto le rimostranze dei poveri lavoratori trovatisi, loro malgrado, in quel giro di ingiustizia.
Curiosamente non si sono toccate le ottime pensioni di chi sentenzia, non si è intervenuti sulle contribuzioni figurative di cui godono i sindacalisti, non si è inciso praticamente nulla sulla pensioni di decine di migliaia di euro mensili, non si è intervenuti sugli spettacolari emolumenti dei cosiddetti organi di garanzia, sulle liquidazioni dei cosiddetti manager.
Purtroppo i cittadini sono stati imbrogliati e ingannati offrendo al livore dell’invidia i privilegi dei politici.
Si è raccontato loro che i privilegi della politica sono stati tagliati con l’eliminazione dei vitalizi degli ex parlamentari… per la verità cosa falsa.
In effetti è stata una riduzione, una miseria che ha riguardato qualche settantenne, qualche ottantenne e qualche novantenne… più aggiungeteci qualche decina di giovani oltre 65 anni.
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