Il CEO di McDonald’s, cioè l’amministrazione delegato, ha dovuto abbandonare l’incarico perché non ha rispettato il codice etico della società che prevede il divieto di avere relazioni fra dipendenti.
Cosa, quella causa del fatto, avvenuta in modo del tutto consenziente, amore o attrazione, nella precisa e intima riservatezza dei sentimenti.

Sarà legittimo il codice etico, anzi sicuramente lo è, ma l’intromissione negli affari sentimentali pare esagerata.
Vero immaginare che possano esistere costrizioni fra “capi” e “sottoposti”, ma questo riguarda i codici penali e non l’etica.
La confusione fra i due è prodromo di perdita della libertà.
Purtroppo quando ci si incammina nella assurda regolazione di ogni fatto, persino della vita personale ed esclusiva delle persone, si corre il rischio di cancellare il progresso che l’esperienza della vita ha contribuito a modificare in meglio.
Purtroppo il giustizialismo, che vuole tutti colpevoli a prescindere, ci sta riportando in un tempo lontano e lontano dalla società emancipata e responsabile che ci ha consegnato il libero pensiero, che ci hanno consentito le conquiste della democrazia, che ci ha donato il sacrificio di tanti.
E poi, se si vuole, i controlli possono essere sicuri ed imparziali e dovrebbero valere più dell’assurdità di divieti.
Riflettere e immaginare che il valore della libertà sia più importante del dubbio della colpa forse servirebbe.