Un cronista italiano, il cui nome ai più è sconosciuto, con una semplice domanda e cioè compiendo con intelligenza il suo lavoro ha fatto aprire il muro di Berlino, il vero crollo.
Una storia che Sky tg24 ha riportato regalando a tutti la conoscenza, senza mille ricerche nella rete, di questo bravo giornalista… e di due altri protagonisti.
Riccardo Ehrmann, era il corrispondente dell’Ansa da Berlino Est, dalla Repubblica Democratica di Germania, la DDR… che poi di democratico non aveva nulla, era comunista.
Il 9 novembre durante la conferenza stampa del regime comunista per comunicare nuove regole sulla possibilità di viaggi verso l’Ovest, come sempre condita di promesse, ma mai di certezze, chiese con concisa precisione: “da quando?”.
Il portavoce del Sozialistische Einheitspartei Deutschlands, Gunter Schabowschi, che nella concitazione di quei giorni non aveva letto fino in fondo il comunicato che doveva comunicare rispose: ”da subito”.
Ecco che quella affermazione in risposta alla domanda del giornalista italiano, vista e sentita da tantissimi berlinesi dell’Est che guardavano la televisione della Germania dell’ovest li portò in strada ed ai posti di confine.
Al posto di controllo di Bornholmer Strasse ecco prima pochi, poi una moltitudine.
Il tenente Colonnello Harald Jager, che comandava la postazione, e che esso pure aveva visto la televisione, di fronte alle migliaia di persone e senza ordini precisi alzò la sbarra.
Un bravo e intelligente giornalista
Un fedele divulgatore di ordini.
Un poliziotto, pur di un regime dispotico, ma con il cuore.
Insieme hanno spostato dalla diga il granello che fa crollare il muro.
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