È un appello.
La “Democrazia” si pratica.
Nessuno può permettersi di appropriarsene per usarla strumentalmente come arma e randello da scagliare contro gli altri.

Non ci si può permettere di usare a proprio fine l’autoproclamata ed esclusiva patente di democratico.
Non ci si può permettere di accusare i competitori di odio.
L’odio è da condannare, senza indicare in tutti gli altri i portatori di tale obbrobrio, basta che non siano della propria famiglia.
L’eco è pericoloso.
Convince, soprattutto i più stupidi, della propria erronea ragione.
La storia repubblicana e democratica del nostro Paese ci insegna come comportarci.
Abbiamo vissuto stagioni di violenza, di omicidi, addirittura di terribili stragi.
Ma la Politica, quella rappresentata dalla competenza e dalla responsabilità, mai ha ceduto alla demagogia.
Certo le diverse forze politiche si affrontavano, anche aspramente, ma mai hanno raggiunto l’insopportabile delegittimazione dell’altro che dobbiamo sopportare in questi giorni.
L’emergenza c’era, ed era vera, ma si è affrontata stringendosi intorno alle Istituzioni, si è affrontata portando ognuno la propria voce, diversa, ma con la consapevolezza che la diversità non poteva diventare occasione di delegittimare l’altro.
Da combattere sono i pochi estremisti, che oggi fortunatamente si possono e si devono individuare, e che sono quelli davvero pericolosi.
Così si è riusciti a superare quella stagione davvero drammatica.
Chi vuole continuamente generalizzare alzando il tono, ingrandire le preoccupazioni, innalzare steccati fra le forze politiche, demonizzare l’avversario… è semplicemente irresponsabile.