Ancora una vicenda nella quale presentiamo quanto accaduto, senza commenti, ma solo con fatti determinati dalla magistratura,.
Sintetizzando tutto in un giorno: il 13 novembre 2019.
Lo stesso giorno: due sentenze della magistratura sul caso della morte di Stefano Cucchi.
Una che ha avuto gli onori della cronaca l’altra che non è stata fatta conoscere.
Quale rappresenta la decisione della magistratura?

Nessuna delle due ha valore definitivo secondo la Costituzione della Repubblica Italiana.
Ecco i fatti ed ecco le sentenze della magistratura del 13 novembre 2019.
La prima:
La Corte di Assise di Appello di Roma ( in secondo grado) ha stabilito la prescrizione del reato, mancata assistenza come causa della morte, nei confronti dei medici del Pertini (ospedale nel quale era stato ricoverato il giovane arrestato), escludendo altre cause per la morte di Stefano Cucchi. 
Praticamente esiste il reato, ma i tempi per la sua punibilità sono scaduti.
Il giudizio è conseguenza della decisione della Suprema Corte di Cassazione che aveva respinto, rinviando quindi ad un nuovo giudizio, l’assoluzione in appello che aveva modificato la condanna in primo grado.
Infatti i medici in primo grado erano stati condannati per la responsabilità della morte di Stefano Cucchi, mentre il primo appello li aveva scagionati.
La seconda:
La Corte di Assise di Roma, in primo grado, ha stabilito la responsabilità di due carabinieri per aver picchiato Stefano Cucchi causandone la morte.
Con rispetto chiediamo prima di tutto il riguardo per entrambe le sentenze, poi che l’informazione compia il suo dovere informando con correttezza delle diverse scelte della magistratura sul medesimo episodio, infine che tutti e soprattutto le Istituzioni rispettassero la Costituzione.
Il giudizio finale sarà alla fine dei processi e vedremo quale fra le diverse sentenze avrà la dignità di essere considerata definitiva.
La legge dovrebbe valere per tutti… così c’è scritto nei tribunali.