L’ultima di Zingaretti è immaginare di cambiare tutto, compreso il nome, al suo partito… dopo le prossime elezioni regionali.
Starà già mettendo le mani avanti per un possibile esito negativo.
Negli Stati Uniti, la speaker del congresso Nancy Pelosi, non aveva ancora fatto a tempo ad inventare una delle sue contro Trump, che in Iran è ritornata fortemente a farsi sentire quella che lei dovrebbe sostenere e si dimentica di sostenere: l’opposizione dei giovani contro il regime.
Due casi diversi.
Ma i Democratici italiani, incredibilmente capaci di cacciarsi dal partito che hanno guidato (pensare a Renzi, Bersani ed Epifani: 3 su 6!), sono contemporaneamente bravissimi nell’avvilupparsi al potere pur in mancanza di voti,
Per disgrazia però questa loro capacità danneggia il Paese con le scelte che sono costretti a fare per garantirsi il Governo.
Ma siccome la speranza è una dote positiva, speriamo che l’ultima affermazione dell’attuale segretario democratico cambi anche la seconda capacità.
Così i Democratici americani, non fanno a tempo ad inventarne una contro Trump che la cosa viene rigettata dall’immediato successo dell’iniziativa di Trump.
In Iran, se tutta la cosiddetta informazione negli ultimi giorni ci aveva fatto vedere un Paese intorno ai suoi capi, dimenticandosi e cancellando la realtà, sono bastati due giorni per far rifiorire le proteste dei giovani contro un regime che loro definiscono falso, bugiardo e arrogante.
Naturalmente i democratici americani sono distrattamente fuori onda.
Forse che chiamarsi democratici, con l’arroganza di considerare gli altri non tali, non porti bene?
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