La faccia tosta di Lilli Gruber, ex parlamentare europea del Pd, è veramente da Premio Oscar.
Ha bloccato immediatamente ogni possibile accenno al presunto stupro di cui è accusato il figlio di Grillo dichiarando che essendo indagini ancora preliminari non se ne parla.
Peccato che abbia fatto trasmissioni su trasmissioni quando si trattava di parlare di indagini preliminari di persone che a lei non “piacevano”.
Fare l’elenco nominativo è superfluo, ma è sufficiente dire che la sua attenzione non è mai mancata per politici che non sono schierati con la sinistra sua amata.
La vergogna per chi ci insegna quotidianamente la democrazia ed il rifiuto dell’odio, come fa la Gruber, è un sentimento sconosciuto nella presunzione arrogante e faziosa di chi ha stabilito che il vero risiede in sé.
Però questa vicenda ci consente di spiegare perché l’abolizione della prescrizione è un imbroglio per gli italiani, ed ancor più la mediazione che una parte del governo ha raggiunto.
Il fatto di cui la Gruber non consente di parlare è esattamente uguale ad altri commessi da persone senza parenti importanti schierati politicamente dalla parte giusta.
Diciamo impropriamente commessi perché il fatto è supposto fino a quando un tribunale definitivamente stabilirà la verità dei fatti denunciati.
Ma qui c’è la prima differenza perché per una persona normale il processo dei giornali e della televisione è immediato e certo nel far conoscere tutte le carte, anche quelle che non si dovrebbero conoscere.
Seconda differenza è che le carte che non si dovrebbero conoscere per una persona normale divengono conosciute perché, guarda caso, quando si vuole dagli uffici giudiziari si fa conoscere tutto.
Terza differenza la rapidità nel giungere a sviluppare ogni ricerca di prove ed ogni verifica dei fatti. Rapidità proporzionale alla conoscenza mediatica che il protagonista delle indagini riesce a raggiungere e dal fatto che una persona normale nulla importa.
Così si celebra il processo in tribunale che ha già tutto stabilito nella propagazione mediatica delle certezze e che per non disturbare il desiderio di punizione che si è costruito nell’opinione pubblica si conclude con una condanna.
E la prescrizione si blocca e si rimane imputati a vita in attesa di giudizio.
Certo nel caso di un delitto simile non ci sarebbe dispiacere perché orrendo, ma il problema è per chi è innocente e si trova stritolato senza colpa.
Invece per il caso che preoccupa la Gruber e di cui innanzitutto non se ne deve parlare, poi magari accade che le indagini preliminari non raggiungono mai una conclusione.
E la prescrizione infine arriva prima ancora che ci sia un processo.
Certo bisogna essere fortunati e trovare un magistrato che fra i tanti fascicoli che si trova sul tavolo… lasci sotto il tavolo proprio quel fascicolo,
Fortuna, naturalmente solo fortuna.
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