L’operazione di Intesa San Paolo nei confronti di UBI Banca pare essere piaciuta agli operatori di mercato.
Parlare di tutto potrebbe apparire sciocco e palesarsi da professori su tutto ancor più incomprensibile.
Quindi qui non si entra certamente nel merito delle complicate analisi di finanza e mercato, ci si limita ad affrontare quello che appare nell’economia generale come un buon presupposto per costruire un forte istituto bancario, tutto italiano nella gestione e nel possibile controllo.
Una dimostrazione di consapevole autostima è necessaria.
Il nostro Paese è più forte di quanto la stupidità, quella vera, dei politici per sbaglio ha rappresentato e rappresenta.
Se solo invece che demonizzare sempre l’avversario per rimanere comunque al potere con l’aiuto di chi gioca per i propri interessi, grazie alla capacità di raccontare falsità, si fossero sostenute le ragioni “nostre”… staremmo tutti meglio.
Ma la politica, delegata a dei senza lavoro, continua a dimostrare la sua inadeguatezza.
Adesso, per cambiar nome ai pessimi “responsabili”, si è appesi a venduti “interlocutori”, anche se sarebbe meglio dire sporchi approfittatori.
Fortunatamente, e torniamo al tema, il nostro sistema ha ancora idee e persone che, al di là dei propri legittimi interessi particolari, guardano agli interessi generali.
Pare di poter immaginare così una possibile aggregazione bancaria che creerebbe un colosso, solido e ben saldo, in grado di consolidare il patrimonio economico dell’intero Paese.
Una prospettiva di forza da rispettare, anche all’estero, per dimensione e capacità, nello stesso tempo agile e innovativa avendo applicato tutte quelle salvaguardie che la crisi economica degli anni trascorsi ha imposto.
Insomma uno scudo necessario e resistente.
Dietro ad esso, nel senso della complementarietà, sarebbe bello che si consolidasse altresì quel sistema diffuso che è stata una delle caratteristiche costitutive e di forza del nostro Paese.
Per questo è necessario che il sistema bancario minore si liberi dalla tutela nella propria gestione di sotto politici che non avendo avuto nemmeno la capacità di diventare politici per mancanza di prove, hanno trovato lì la loro ragione di sopravvivenza.
È un’altra sfida che speriamo possa trovare risposta positiva.
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