Traffico inesistente, produzione pressoché ferma.
Nella pianura padana, persino a Firenze, le polveri sottili sono schizzate verso livelli considerati d’allarme.
A Roma anche.
In questi giorni non c’è troppo tempo per dedicarsi ai soliti temi che tenevano desti gli animi puri e piene le pagine dei giornali, ma accadono cose.
Ci sarebbe da far polemica, ma molto più saggiamente ci sarebbe da far notare come la moderazione nelle fobie e negli atteggiamenti meriterebbe di essere sempre applicata.
C’è stata una corrente di venti che dall’est ci ha investito portando sabbie e quant’altro dalle pianure del Caspio contenente le famigerate PM10.
Neanche nei peggiori fine settimana di mobilità commerciale e vacanziera, nemmeno nei giorni di super lavoro e produzione si sono notati valori simili.
Ma, come prima si diceva, bisogna essere corretti e non fare i furbi.
Aggrapparsi a questa evenienza ed immaginare che l’inquinamento da polveri sottili non c’entri nulla con il traffico, il riscaldamento degli immobili e con la produzione industriale è sciocco, ma soprattutto non vero.
Il contributo c’è e non secondario, ma c’è anche la natura che negli anni ha modificato tanto e solo per sua volontà.
Allora cosa si vuol dire?
C’è da notare come poco siano evidenziati questi accadimenti dai soliti noti che piuttosto che informare ormai sono minculpop di particolari interessi economici.
Infatti il mitragliamento verso esigenze particolari a cui siamo sottoposti non è mai neutro.
Modificare abitudini, modificare produzioni, modificare norme… tutto porta a modificare chi guadagna e chi perde.
Dei cittadini non importa nulla… importa che chi detiene i comandi possa provvedere al meglio ai suoi interessi.
Così la natura riesce a smascherare le forsennate esagerazioni.
Ma lo fa solo lasciando traccia dei fatti, senza che in tanti lo sappiano perché non ha ancora pensato come sconfiggere l’imbroglio della disinformazione.
Ma, per quel che ci riguarda, rispettiamola comunque e teniamola in conto!
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