di Eugenio Baresi

Fortunatamente abbiamo ancora una speranza che questo nostro Paese possa trovare una certezza rispetto ai marosi delle inutili e dannose storie che vengono raccontate.

Il Presidente della Repubblica è un uomo che ha una sua storia di convinzioni e di appartenenze.

Ma ha la capacità di essere coerente senza tradire i suoi valori per la convenienza dell’occasione da prendere.

Non afferma di mantenere la parola, sempre riferendosi per comodità all’ultima affermata.

Mantiene la serietà di una parola che non è un casuale accordo di lettere quanto piuttosto un impegno di valori, di comportamenti e di coerenza.

Il disvalore che abbiamo conosciuto in una parte della magistratura, con le collusioni politiche e giornalistiche, ha trovato una censura non formale e non ipocrita e nemmeno ha concesso l’utilità del silenzio che taluni hanno imposto alla vicenda.

Ma contemporaneamente non consente la strumentalizzazione per distruggere il tanto di buono che permane.

Ne avessimo avuti di simili Presidenti della Repubblica.

Abbiamo visto cosa di drammaticamente negativo ha comportato aggredire con ingiurie generalizzate quella che con spregevole motto era definita la casta.

La politica, che non era una casta, perché soggetta alle regole della democrazia.

Con quell’imbroglio ripetutamente raccontato, fino ad essere convinzione di tanti, hanno ottenuto il risultato di ridurla all’impotenza dell’incapacità.

Ne hanno tratto giovamento quelli che contro la casta inventata hanno ottenuto il vantaggio di utili insperati al loro incontrollabile e incontrollato agire.

Non è un caso che la connivenza fra una parte della magistratura, una parte dell’informazione, una parte della politica sia stata la causa spesso di conseguenze nefaste addirittura nello stravolgere le regole della democrazia e della volontà popolare.

E non nascondiamoci, nascondendo come tutto questo abbia anche consentito riscontri non secondari sugli equilibri economici del Paese e in chi di quel perverso intreccio ne era parte.

Oggi possiamo pensare di avere una qualche garanzia maggiore perché abbiamo un Presidente della Repubblica che potremmo definire come quel Re che ha contribuito a consolidare l’Italia libera e liberale: un galantuomo.

Forse ogni tanto la storia ci consente qualche occasione fortunata che non dobbiamo disperdere.