Le recenti elezioni regionali sono state un poco chiare, un poco confuse e… anche dannose.

In Emilia Romagna di buono c’è stata solo l’insistenza del governatore uscente nel portare il confronto sui fatti della contesa: come amministrare la regione.

In Calabria non troviamo molto di buono.

Ed allora lo spieghiamo… e peraltro riguarda comunque entrambe e l’intero Paese.

In Calabria ha vinto il centro destra con una candidata di Forza Italia e questo ha spinto i simil politici che la rappresentano a dichiarare con forza e presunzione il loro ruolo determinante.

Peccato che in Calabria il 12 % dei voti, presi da Forza Italia, sia pochissimo in termini numerici se rapportato al disastro del poco più del 2% ottenuto nell’altra regione che è molto più numerosa e sostanziale nella rappresentanza reale degli elettori italiani.

Semmai proprio quest’ultimo dato testimonia come l’assenza di una proposta politica seria che coinvolga un elettorato che mal sopporta le esagerazioni possa portare a non raggiungere quel successo che si ottiene in una coalizione multipla.

Purtroppo appare introvabile un partito, una aggregazione che tenga conto del semplice buon senso, che presenti una proposta che non vuole altro che analizzare e risolvere i problemi.

Da un lato gli auto nominatisi democratici e antifascisti che aggrediscono gli avversari in nome del mandato attribuitisi e mal rappresentato di difendere valori che loro nemmeno si accorgono di affossare.

Dall’altro quelli che non riescono ad immaginare che i problemi possono affrontarsi senza l’esagerazione di modificarne i termini e senza dimenticare una giusta parsimonia nell’uso degli aggettivi e dei comportamenti.

Ha ragione Berlusconi quando racconta che serve un ancoraggio ai valori che hanno difeso la vera democrazia in Italia.

Ma ha torto quando racconta che la sua Forza Italia sia l’approdo di chi quei valori vorrebbe poter rianimare.

Il suo partito è composto da simil politici, è incapace di aprirsi a chi, avendo una normale intelligenza, viene visto immediatamente pericoloso e da allontanare dai dioscuri di sé stessi e del loro immeritato ruolo.

Immeritato non per opinione, ma per verifica dei risultati che hanno portato al 2% Forza Italia in regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna.

Berlusconi, non sappiamo se lo possa fare, ma farebbe bene a liberarsi dei guardiani di cui si è contornato e, se ne avesse la forza, farebbe bene ad ascoltare persone normali.