Domenica avevamo parlato dell’uovo di Brunelleschi.

Pochi ne sanno, ma molti conoscono il detto: “l’uovo di Colombo”.

Quella di Colombo è la stessa narrazione dell’altra analoga “impresa” avvenuta però 70 anni prima della sua.

Curioso come sia rimasta e divenuta famosa quella di Colombo… che era una coppia….

Insomma il vizio italico di imbrogliare su quanto avvenuto e avviene è di lunga data.

Preoccupa.

In questi giorni tanto tremendi e difficili questo vizio è al massimo della sua espressione, utilizzato in tanti modi, ribaltato, riflesso e sovvertito.

Preoccupa perché utilizzato non per magnificare intelligenze, ma per attaccare semplicemente chi ha altre posizioni politiche.

Ma è mai possibile che ci fosse chi a fine febbraio diceva:

. Non è la peste, è poco più dell’influenza.

. Il sistema sanitario ha gli strumenti per arginare il problema,

. Da domani invece della mascherina voglio mettere una spilla con basta panico l’Italia riparte.

. Oggi dobbiamo ritornare gradualmente alla normalità.

. Mettete il nome di una città lombarda che volete…non si ferma.

. Un aperitivo è bellissimo…

. Andate al ristorante come me…

E oggi se ne dimentica impartendo bellamente lezioni su quanto gli altri hanno sbagliato?

In quegli stessi giorni di gaudente propaganda avvenivano ricoveri in ospedale e nelle case di riposo e nelle case di riposo i parenti entravano.

Preoccupante e pericoloso è che quelli stessi della propaganda gaudente oggi sono in prima linea ad accusare quelli che hanno fatto una cosa allora ovvia: ossia ricoverare chi ne aveva bisogno dove era possibile.

Come sia immaginabile stravolgere i fatti in simil modo e a poche settimane dalle proprie intemerate parole resta un mistero per chi di intelligenza ne ha in quantità modesta, ma sufficiente.

Ma la cosa ancor più preoccupante deve ancora esplicarsi.

Saremo l’unico paese al mondo… invero saremo come la Cina dove hanno perseguito quelli che preoccupandosi avevano evidenziato il problema e dai luoghi di cura hanno lottato per risolverlo.