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Tag: responsabilità

Chi sbaglia non paga.

di Eugenio Baresi

Non è un errore nella citazione del noto proverbio.

In Italia per alcuni è proprio così.

Esattamente 30 anni fa, oggi, un personaggio spaventosamente bieco veniva scarcerato benché non avrebbe dovuto essere scarcerato.

Era stato arrestato e condannato per direttissima nemmeno un mese prima.

Poco più di un mese dopo sterminò in maniera brutale una famiglia: uccise il padre, la madre, il figlio e la figlia.

Ne ha risposto qualcuno?

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Non è possibile! Pugnalata alle spalle. Gli italiani non possono essere derubati.

di Eugenio Baresi

A carico dello Stato italiano la Corte di Appello del Tribunale civile di Roma ha stabilito in 330 milioni il risarcimento a favore della società Itavia per il disastro di Ustica.

Stiamo parlando di un drammatico episodio nella storia degli attentati del Paese, ed unico per il quale si è richiesta una responsabilità delle Istituzioni.

Le sentenze penali con certezza definiscono fantascienza immaginare eventi di guerra.

Ma sentenze civili che si basano su travisamento dei fatti rispetto alla realtà hanno portato alla decisione sopra riportata.

Meglio dire che i giudicanti civili per motivare quelle sentenze hanno modificato i fatti reali accertati penalmente.

Affermazione non indifferente, resa pubblica da tempo e portata a conoscenza con documentazione di prova.

Ne sono stati informati il Presidente della Cassazione, il Procuratore Generale della Cassazione, il Consiglio Superiore della Magistratura, le autorità di vari Governi.

Unica reazione quella del CSM che ha risposto di non essere competente perché le contestazioni fatte sono di natura giurisdizionale e non di natura disciplinare.

Non si capisce come non sia competenza, per tutelare l’ordinamento, accertare se sono vere o false le affermazioni che accusano sentenze di essere il risultato di travisamento.

Non è indifferente in generale, ma su questa vicenda è dirimente.

Il Procuratore Generale della Cassazione è il massimo organo responsabile dell’azione penale e viene da chiedersi come non sia interesse porre in essere alcun accertamento.

Le sentenze travisano o non sono vere le affermazioni di chi le considera frutto di tale azione?

Non è indifferente in generale, ma delle due l’una: o è vera una cosa o è vera l’altra?

Ancora sottolineiamo che stiamo parlando di uno dei più tremendi disastri nella storia italiana con relativo danno per i cittadini italiani fra i più gravi della storia italiana.

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I giustizieri dell’Italia.

di Eugenio Baresi

Leggi Le Monde, quotidiano francese, e in prima pagina appare il bilancio di quasi 12 mila decessi in ospedale e quasi 8 mila nelle case di ricovero.

Leggi El Pais, quotidiano spagnolo, e testualmente scrive: “Case di riposo, la strage dei più vulnerabili”.

Leggi As, ancora spagnolo, e tornando ai numeri ti dice che in Catalogna su 8 mila decessi, 3 mila sono nelle case di riposo.

Ci fermiamo qui.

Un conteggio drammatico, ma in nessun paese ci si immagina che quelle morti cattive e tragiche possano essere colpa di altri se non del Covid19.

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L’uovo di Colombo e il perenne vizio di imbrogliare.

Domenica avevamo parlato dell’uovo di Brunelleschi.

Pochi ne sanno, ma molti conoscono il detto: “l’uovo di Colombo”.

Quella di Colombo è la stessa narrazione dell’altra analoga “impresa” avvenuta però 70 anni prima della sua.

Curioso come sia rimasta e divenuta famosa quella di Colombo… che era una coppia….

Insomma il vizio italico di imbrogliare su quanto avvenuto e avviene è di lunga data.

Preoccupa.

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Il principio di precauzione.

Significa semplicemente prendere un alto livello di protezione di fronte ad un pericolo per l’ambiente o per la salute umana.

È citato persino in un articolo del trattato di funzionamento dell’Unione europea.

Avrebbe dovuto essere attuato da molti fra i governanti.

Ma, più modestamente, dovrebbe essere attuato, prima di scrivere insolenze, dalla miriade di tifosi che in questi giorni si scagliano contro i politici dell’altra sponda brandendo la certezza della loro ragione.

E tra l’altro l’attenzione almeno alle parole che si usano nell’accusa dovrebbe essere facilitata dalla difficoltà nell’individuare correttezza e saggezza assoluta nei comportamenti sia a destra che a sinistra.

Ma anche quest’ultima affermazione potrebbe apparire superficialmente presuntuosa, anche se magari qualche suggerimento non è mai mancato… e per tempo benché non si avessero responsabilità.

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Ma è mai possibile che i magistrati decidano quello che vogliono?

La corte d’appello di Torino decide che i cellulari aumentano il rischio di tumori.

L’Istituto Superiore di Sanità, il CNR, L’Enea, tutti scienziati e medici, hanno stabilito che l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di tumori. ( e tralasciamo gli istituti scientifici nel resto del mondo)

Ormai i magistrati civili decidono quello che vogliono grazie a quella demenziale riforma che consente a loro di giudicare sul più probabile che non.

Non decidono sulle prove scientifiche, tecniche o documentali, decidono sulla personale opinione che ci sia una maggiore o una minore probabilità.

Secondo loro personalmente.

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