di Eugenio Baresi
In questi giorni vi sono molti che si attribuiscono o attribuiscono ai loro sostenuti il merito che il governo ha destinato agli enti locali un buon gruzzolo di risorse.
Su queste pagine era la cosa che si sottolineava urgente e prioritaria ancora all’inizio di marzo.
Avrebbe soccorso nell’immediatezza i Comuni nei loro impegni e i cittadini che dai Comuni avrebbero potuto immediatamente essere sostenuti.
E si sottolineava come provvedere sarebbe stato semplice e con effetto immediato: bastava un decreto.
Come è stato fatto oggi.
Quindi avendola immaginata E proposta allora, con normale esperienza e normale intelligenza, il fatto di averla realizzata solo ora non è un gran merito.
L’altro punto è che i soldi sono a debito oggi come allora e quindi non è che si dovessero cercare grazie a meritorie politiche di razionalizzazione e risparmio.
Comunque è ovviamente un bene che alla fine si sia assunta questa decisione così come sarebbe un bene che non si esultasse troppo perché il secondo aspetto della vicenda dovrebbe mantenere moderazione nell’esultanza.
Il debito con cui si finanzia la scelta.
Il debito dello Stato è un problema che si trascina da tempo.
Ma sarebbe opportuno che si precisasse anche da quanto tempo.
All’inizio degli anni ottanta eravamo in linea con il debito tedesco, così per fare un esempio.
Alla fine degli stessi anni siamo arrivati a superare il 90% nel rapporto con il prodotto interno,
Un incremento che ci aveva però portato ad essere la quarta o quinta potenza economica mondiale rispetto all’ottava o settima.
Stiamo parlando di potenza economica nel Mondo non ad Arcinazzo!
Con tutto il rispetto per Arcinazzo.
Dall’inizio degli anni novanta, con l’avvio di quel periodo che ha avuto l’incubazione in due governi cosiddetti “mezzo tecnici”, parte la altrettanto cosiddetta seconda repubblica.
Ed inizia un balzo del debito pubblico con abbinato l’impoverimento del patrimonio dello Stato e la vendita di gran parte dei beni pubblici.
Ed ovviamente non siamo più la quarta o quinta potenza economica mondiale.
Per fare tre numeri all’inizio degli anni ottanta era al 55%, l’ultimo governo politico della vecchia repubblica dei “partiti” aveva un debito pari al 92 % del PIL, oggi siamo al 136%… e con i beni pubblici non più tali.
Naturalmente la colpa di questo balzo è stata attribuita prima a quelli che c’erano prima e poi, con il passare degli anni, a quelli che avevano governato appena appena prima.
Insomma sempre agli altri.
Ora dal 2011 praticamente, a parte il brevissimo e pessimo governo giallo verde, hanno sempre governato gli stessi.
Anche se c’è da dire che in fatto di debito quel governo giallo verde non ha fatto danni.
Ecco tutta la preoccupazione perché gli osannanti vanagloriosi non si rendono conto che i soldi distribuiti sono per l’ennesima volta a debito, in aggiunta al debito che non sono stati in grado di diminuire o quantomeno di contenere.
Allora sarebbe opportuno pensare come faranno in futuro a rientrare da un debito ancor maggiore, dovendosi aggiungere tutte le attuali spese, quelli che in questi anni non vi hanno provveduto ed anche con lentezza hanno realizzato quello che avrebbe dovuto realizzarsi velocemente… seppur e per di più sempre a debito.
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