di Eugenio Baresi
“Il nostro compito non è quello di pensare un futuro come ritorno, ma è quello di pensare al nostro ritorno al futuro. Questa è la provocazione che abbiamo davanti”.
Sono parole di Mino Martinazzoli che capita di risentire nella presentazione di un incontro con Marco Follini dal titolo evocativo sopra riportato.
La storia alla fine riporta al vero i fatti, ed il trascorrere del tempo ripresenta i conti.
Se poi, sempre in riferimento ai fatti, prendessimo a prestito la considerazione in base alla quale i fatti si tramutano nel vero, potremmo considerare con attenzione l’assunto del titolo.
Quello che serve oggi è la moderazione della concretezza, la competenza nelle realizzazioni, il rispetto per tutti i cittadini.
Potremmo partire da quest’ultimo punto.
Il rispetto potrebbe apparire superfluo nelle competizioni politiche, ma è sostanza nel garantire a tutti e per tutti la possibilità di esprimersi.
Si tratta di abbandonare l’urlo, si tratta piuttosto di privilegiare il ragionamento, si tratta certamente di attardarsi nel confronto.
I problemi che ancor più gravi ci troviamo ad affrontare necessitano proprio come prima condizione l’approfondire il modo ed i metodi del confronto politico.
L’avversario non è un nemico e non è un delinquente.
L’avversario, ossia l’altro politico, si batte non istigando l’odio, non utilizzando finzioni che appaiono vere solo nel racconto ripetuto e prolungato dell’imbroglio.
L’avversario si rispetta nella proposizione dei propri progetti.
Ecco che serve la competenza per proporre idee e contenuti che siano compatibili con la loro realizzazione e sicuri negli effetti annunciati.
Il rifiuto della competenza porta all’incapacità di realizzare i propri obiettivi.
La cronaca ci insegna di come tutte le cose che dovevano essere eliminate, e promesse per raccogliere consensi, alla prova dei fatti sono tutte progredite nella direzione opposta.
La competenza impedisce l’imbroglio dell’illusione.
Infine la moderazione consente che non siano le invidie ed i rancori l’oggetto del consenso, ma siano le idee e le proposte indirizzate a creare il bene.
Non si tratta di istigare per togliere a qualcuno, si tratta di motivare per offrire a tutti.
La concretezza del progredire tutti insieme, perché rispettare il valore della comunità è la certezza di un risultato positivo.
Sono tutte considerazioni quasi pre politiche nel senso che non trattano soluzioni a singoli problemi, ma sono considerazioni che ancor prima consentono che i singoli problemi vengano affrontati con rigorosa serietà.
Questo è un guardare al futuro con la consapevolezza che il futuro appartiene al meglio del già vissuto che ancora deve essere vissuto.
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