Fra qualche giorno, 61 anni fa, veniva inaugurato il primo tratto della Autostrada del Sole.
L’intero percorso, di 760 km, fu inaugurato nel 1964 con 3 mesi di anticipo rispetto alla data prevista.
Si può essere bravi… anche in Italia, ed anche oggi.
Serve la responsabilità politica.

È fondamentale che la capacità della politica, la serietà della politica, la presuntuosa arroganza della politica tornino a primeggiare.
La colossale balla dell’antipolitica ha portato danni enormi.
Come cittadini abbiamo il diritto di essere ben governati, ma abbiamo l’obbligo di eleggere gente capace.
Bisogna che la gente che lavora e che produce torni a votare… ma bisogna che ci sia chi, avendo disponibilità economiche e intelligenza, promuova chi può garantire competenza e serietà e non promuova il suo deleterio egoismo.
Perché i soldi?
Perché senza di essi non si può realizzare nulla in un Paese nel quale l’informazione, di una parte e dell’altra, è inqualificabile e solo faziosamente dannosa.
Tutti i nuovi movimenti sono nati grazie alla sovraesposizione mediatica.
Nel mondo di oggi non vale l’esempio che piano piano si amplifica.
Nel mondo di oggi vale l’imbroglio dell’informazione che in un attimo informa milioni di cittadini di vergognose falsità.
Ritornando alla “strada dritta” vale ricordare che la progettazione e lo studio di fattibilità vennero affidati congiuntamente all’AGIP, alla Fiat, all’Italcementi ed alla Pirelli, un mix di pubblico e privato.
La progettazione definitiva all’Italstrade, interamente dell’IRI, cioè dello Stato, cioè dei cittadini e amministrata tramite i politici.
La realizzazione venne realizzata affidandola alla Società Autostrade che era dello Stato.
Secondo voi non ci furono polemiche?
Certo, la più curiosa fu la “curva Arezzo”, addebitandone il caso ad Amintore Fanfani che, essendo di quella città, fu dileggiato per averne promosso o preteso quel percorso.
Ovviamente allora la magistratura non ne bloccò la realizzazione, l’autorità della giustizia non era gestita come oggi dall’opinione di chi la amministra applicando le proprie personali politiche convinzioni.