In Iran da mesi manifestazioni di grandi dimensioni contestavano la dirigenza politico religiosa per la disastrosa crisi economica.
In Iraq da mesi manifestazioni di grandi dimensioni contestavano la dirigenza controllata dall’Iran per la disastrosa crisi economica.
In Libano da mesi manifestazioni di grandi dimensioni contestavano la dirigenza controllata dagli Hezbollah a loro volta al servizio dell’Iran per la disastrosa crisi economica.
Per trovare un’alternativa che togliesse spazio alle contestazioni l’unica strada è apparsa quella di attaccare gli USA.
Ecco la settimana scorsa l’attacco alla base nel Nord dell’Iraq, con vittime, ma ancor più gravemente e provocatorio l’assedio all’Ambasciata americana in Iraq.
Dimenticarsi cosa rappresenta per gli Stati Uniti la propria Ambasciata, dimenticandosi cosa accadde a quella in Iran 41 anni fa con la presa di 52 ostaggi o è da stupidi o è da imbroglioni.
Se si aggiunge che il Generale Sulejmani è stato l’artefice del controllo iraniano in Iraq ed in Libano e se si aggiunge che lo stesso generale era nell’elenco dei terroristi dell’Unione europea, si dell’Unione europea, appare evidente il dispiegarsi dei fatti.
Poi può piacere o non piacere Trump, ma i fatti sono incontrovertibilmente questi.
Si può concordare o non concordare con Trump, ma non raccontare la semplice cronaca è comunque indecoroso, siano le incapacità o siano gli interessi a guidare i racconti ed i giudizi.
Che la cosiddetta informazione ormai faccia tutto, e solo, il contrario di quello che dovrebbe essere il proprio ruolo è fatto conosciuto.
Che non ci sia in Europa continentale un cosiddetto politico che abbia la dignità di rappresentare la cronaca degli accadimenti è deprimente.
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