Pensate che la legge elettorale è rimasta immutata praticamente per tutta la storia della Repubblic fino al 1993.
E fino ad allora valeva praticamente il principio della democrazia moderna:gli elettori conoscono l’eletto e l’eletto conosce gli elettori.
Oggi gli eletti conoscono il capo bastone che li ha messi in lista e gli elettori non hanno alcuna possibilità di scegliere chi eleggere.
Questa è l’offesa alla democrazia che caratterizza la cosiddetta seconda repubblica.
E sempre peggio perché abbiamo assistito addirittura a leggi elettorali che hanno consentito di governare con una grandissima maggioranza con meno di un terzo di consensi.
Assistiamo a cosiddetti parlamentari che cambiano casacca, cioè abbandonano il gruppo nel quale sono stati eletti, perché il loro interesse è solo quello di sopravvivere con un lauto stipendio il più a lungo possibile. Inoltre al primo sentore che il loro capo, quello che li ha messi in lista, possa aver cambiato idea ecco che inizia la ricerca di un nuovo protettore che paga la nuova adesione.
Di maio in peggio quando ha avuto suoi amici che lo abbandonavano ha parlato di mercato delle vacche.
Ovviamente sbagliando, perché capisce poco.
Questo è un mercato di schiavi… schiavi del loro interesse.
Adesso gli antidemocratici che pretendono di essere democratici stanno pensando all’ennesimo cambio di legge elettorale.
In 25 anni questi poveretti ne hanno cambiato 5 o 6 di leggi elettorali.
Sempre con l’unico scopo di salvare se stessi imbrogliando i cittadini.
La speranza, purtroppo vana, è che compaia chi può rispedirli a casa tutti.
Ma per questo ci vorrebbe un paese democratico, dove l’informazione consente a chi ha buona volontà di farsi conoscere e di organizzare una proposta.
Pensare che persino un nulla come questo sito da quando ha ottenuto un certo successo numerico è stato impedito di promuoversi fa ben capire come la dittatura non sia nella possibile vittoria di Salvini, ma nella attuale non democrazia degli auto nominati democratici.
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