Il governo è diviso sulla revoca della concessione di autostrade per l’Italia.

Atlantia, quella dei Benetton, propone in questi giorni, per evitarla, tanti miliardi di investimenti, praticamente il doppio di quelli di prima.

Ancora propone il doppio di spesa per manutenzione, monitoraggio e miglioramento.

Stiamo parlando di 7,5 miliardi di euro.

In più propone addirittura di ridurre i pedaggi.

Per la revoca della concessione, comunque impraticabile, i 5stelle, partito democratico in barile e Renzi contario.

Ai Benetton le Autostrade sono arrivate grazie alla privatizzazione del Governo D’Alema nel 1999.

Che strano caso un contratto di privatizzazione molto lacunoso e solo a favore dei privati.

Sempre coincidenze, strane, ma coincidenze.

Infatti in quel contratto non fu istituito, come per altre privatizzazioni, un regolatore indipendente che controllasse gli investimenti legati alla sicurezza.

Un servizio praticamente pubblico delegato ai privati senza controllare che fosse gestito in sicurezza per gli utenti cittadini.

Ancora, incredibile, il costo dei pedaggi era legato al piano finanziario delle concessionarie per gli investimenti… ma, che strano caso, il piano finanziario è secretato: cioè non possiamo conoscerlo.

Un servizio praticamente pubblico dove il costo per gli utenti cittadini non è in alcun modo controllato e controllabile.

Ecco quindi che ad una società privata, che in questi anni ha distribuito lauti guadagni ai suoi azionisti, è stato concesso di operare senza alcun controllo in un settore dove il guadagno è garantito appunto ai soci, ma dove la sicurezza per tutti noi cittadini non è stata garantita.

Tutti onesti fino a prova contaria… il ponte Morandi e tutto il resto… aspettiamo la magistratura…

Però è curioso che la privatizzazione sia stata realizzata nel modo lacunoso descritto da un governo dei cosiddetti democratici, che i ministri delle infrastrutture che mai hanno immaginato di controllare i pedaggi e la sicurezza siano cosidetti democratici… che la famigla Benetton, legittimamente e senza voler creare connessioni certe, sia curiosamente un “United colors of Benetton” con tutta la pubblicità affidata ad un bravissimo “fotografo” altrettanto curiosamente e sicuramente nemico di Salvini.

Insomma diciamo una azienda favorevolmente aperta all’integrazione dei cosiddetti democratici.

Ovviamente vi abbiamo fatto notare, cosa che non sapevate, le due condizioni determinanti per definire lacunosa la privatizzazione e deleteria la sua attuazione perchè, a differenza della cosidetta libera informazione, qui nessuno fa nemmeno un euro di pubblicità.