Ricordare dopo una settimana non è essere in ritardo con i pensieri e le notizie.
Sono le parole dell’attentatore antisemita di Halle che voleva sterminare i fedeli nella Sinagoga.
Si sono salvati perché hanno resistito le misure di sicurezza sperimentate nella quotidianità del rischio che gli ebrei devono vivere in patria, Israele, e nei paesi europei.
Non sarebbe opportuno che tutti in Europa pretendessimo che la promozione della violenza e dell’odio, l’educazione alla soppressione degli “altri” siano da isolare?
Almeno non finanziamoli.
Non nascondiamo le tragedie nel buio intenso e conveniente dei nostri interessi e delle nostre appartenenze.
Suprematisti bianchi e terroristi islamici, anche quelli che sgozzano ragazzi alle fermate del bus in Israele, sono uguali.
Il medio oriente è proprio il luogo più instabile del mondo per l’arroganza insita in una cultura, insegnata secondo convenienza, che pare non sia in grado di sopportare la diversità.
I popoli armeni, curdi, ebrei sono fortemente legati alla loro patria millenaria, sono di religioni diverse, sono capaci, sono indipendenti e, purtroppo per loro vivendo in quell’area, sono insopportabili per una cultura pseudo religiosa che da sempre non può accettare il progresso, che deve mantenere l’ignoranza e la povertà per indirizzare verso gli altri le sue masse arrabbiate e invidiose.
Forse sarebbe il tempo che si assumesse questa verità e si prendessero accorgimenti e misure adeguati.
Non certamente militari, ma l’economia vale.
Aiutiamo le persone, aiutiamo i popoli.
Isoliamo i governanti, sempre dittatori, che uccidono la speranza dei loro popoli.
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