La corte d’appello di Torino decide che i cellulari aumentano il rischio di tumori.
L’Istituto Superiore di Sanità, il CNR, L’Enea, tutti scienziati e medici, hanno stabilito che l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di tumori. ( e tralasciamo gli istituti scientifici nel resto del mondo)
Ormai i magistrati civili decidono quello che vogliono grazie a quella demenziale riforma che consente a loro di giudicare sul più probabile che non.
Non decidono sulle prove scientifiche, tecniche o documentali, decidono sulla personale opinione che ci sia una maggiore o una minore probabilità.
Secondo loro personalmente.
È evidente che chiedendo ad ognuno di noi una opinione di probabilità rispetto ad un evento i risultati darebbero una moltitudine di valutazioni.
Se non legata a oggettive risultanze una decisione è assolutamente personale, contestabile ed opinabile.
Solo che quando questa libera opinione diventa sentenza il danno che ne deriva per la giustizia, quella vera, è dirompente.
Se poi si immagina che l’opinione è protetta da ogni conseguenza di responsabilità si può immaginare cosa possa significare.
Ci sono sentenze civili dettate da una opinione devastanti per i cittadini italiani e nessuno interviene.
Presto torneremo su una di queste.
Il giudice non è diverso da tutti gli altri uomini e cittadini, non può essere legittimato a valutazioni assolutamente personali, deve ritornare nella giustizia civile quell’obbligo di rispettare prove scientifiche, tecniche e documentali senza piegarle alla propria personalissima opinione di probabilità diverse.
Praticamente oggi avviene che il giudice fa la schedina ed i risultati, qualunque essi siano, sono alla fine quelli stabiliti dalla schedina personale secondo opinione del giudice e non quelli determinati dal campo.
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