L’arte può soccorrerci nei momenti difficili.

Una dolcezza di immagini che immergono in un avvolgente contorno musicale di pace.

Il Divin pittore.

Già abbiamo parlato dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello che mirabilmente si sarebbero celebrati con una mostra.

Forse pensare al suo positivo credere nel bene e nel bello della natura è oggi utile.

Il bello della natura ed il bello artistico, indivisi e insieme, nella rappresentazione positiva della vita.

In effetti la sua visione di una fede che premia, che semplifica, che offre il bene piuttosto che il contrasto ha portato i suoi contemporanei ad ammirarlo e considerarlo per giungere fino a noi che lo osserviamo con meraviglia.

La perfezione delle immagini che trasmettono la dolcezza delle mamme nei volti delle sue Madonne, affettuose e tenere, serene nell’accompagnare la vita che attende con i suoi difficili aspetti.

Il paesaggio terso e definito che circonda e illumina la vita portando la fiducia nella difficoltà del cammino.

La positiva visione del Mondo che accoglie nella bontà che esiste, che permane, che manifesta la sua disponibile attenzione ai bisogni che gli uomini ricercano.

Un’opera che si capisce nella semplicità della sua limpida chiarezza, che entra nel pensiero di tutti, che porta la fiducia positiva.

Dette oggi queste parole potrebbero essere curiosamente quasi una beffa considerando che Raffaello mori, a 37 anni, per una epidemia.

Ma Raffaello con le sue opere e con il suo messaggio è rimasto immortale e quanto scritto sulla sua tomba, da Pietro Bembo, potrebbe leggersi come la vittoria della vita nella e con la bellezza della natura rappresentata e conosciuta.

Allora potremmo immaginare, cogliendo lo spirito di Raffaello, quello che un grande scrittore tedesco gli attribuisce: essere sempre riuscito a fare quello che gli altri vagheggiavano di fare.

La sua opera può essere per noi una utile presunzione per convincerci in quello che dobbiamo fare.