L’immagine non appare da nessuna parte. È un fotogramma tratto dalla diretta televisiva. Il Santo Padre rientra nella Basilica di San Pietro dopo aver impartito la benedizione Urbi et Orbi.

Faticosamente, nell’incerto procedere che fa ondeggiare il Santissimo quasi rappresentasse l’ascesa con la croce.

Croce che infine rappresenta la vittoria della vita.

Oggi il Vangelo parla della risurrezione di Lazzaro.

Non pensate che sia blasfemo quello che, partendo dalla Santità, arriva all’economia dei fatti.

Forse le immagini e le parole sono la consolazione che vogliamo offrirci nelle difficoltà.

Ma le immagini e le parole hanno anche la forza di trasformarsi in azioni solo che ognuno lo voglia.

Allora quella forza deve tradursi nella lucidità dei comportamenti, nell’abbandonare modi di ragionare legati esclusivamente alle proprie convinzioni.

Bisogna ascoltare, raccogliere le idee e agire.

Purtroppo tutto questo non si vede.

L’informazione non perde quell’atroce vizio di raccontare e proporre i soliti pagati figuranti che hanno tanto contribuito a distruggere il senso del dovere serio e legato al bene piuttosto che alle convenienze.

I politici, ognuno per sé, ragiona sulle opinioni del passato piuttosto che sulle imprese del domani.

Servono investimenti produttivi, non serve l’assistenzialismo clientelare.

Serve il rigore, in tutte le sue forme, non il giustificazionismo dei bisogni.

Il tessuto sociale italiano ha una catena di solidarietà, anche volontaria, che è in grado di sostenere chi è nelle difficoltà.

Semmai bisogna aiutare e potenziare questi filoni del bene.

Non bisogna consentire che la giustificazione del bisogno porti a gettare soldi in un finto assistenzialismo senza controllo.

L’abbiamo già detto, ripetuto e stra ripetuto, bisogna rendere protagoniste le amministrazioni locali, bisogna mettere in prima fila quell’unico tessuto di gente per bene e capace che ancora ci rimane e che sono gli amministratori locali.

Ma quali redditi distribuiti sotto vari nomi per regalare inutilmente preziose risorse, come abbiamo già recentemente visto senza controllo!

Serve che quelle disponibilità siano nelle mani dei sindaci, e tramite loro anche delle associazioni direttamente legate al territorio e in grado di intercettare i bisogni veri.

Una volta c’erano gli Enti Comunali di Assistenza. Non è pensare indietro è semplicemente pensare a chi può essere più efficace.

Siamo stati la nazione dei comuni, delle autonomie locali, ma proprio locali, ed oggi questo è l’unico modo per non disperdere risorse preziose.
Invero nella serata di ieri vi è stato uno stanziamento per i comuni, ma per coprire mancati introiti e spese diverse… comunque cosa già buona.

Il governo centrale, le regioni per quanto di loro competenza, si facciano carico di predisporre tutto quanto è necessario per far ripartire la macchina produttiva che è composta da lavoratori, da partite IVA, da imprenditori grandi e soprattutto piccoli, commercianti e artigiani, che questi ultimi, in questa intemperie sono stati completamente dimenticati.

I signori al governo avranno meno soldi su cui spartirsi meriti, forse con maggior facilità demeriti, ma avranno fatto una cosa utile.

Avranno fatto risorgere tanti Lazzaro…