L’abilità di mantenere ritto un uovo su un piano di marmo.

Da quell’uovo è scaturita una mirabile realizzazione.

Sarebbe bello anche per noi avere una occasione, così stupefacente, prospettata da una delle uova che oggi disveliamo.

Risulta però impervio immaginare che la possano far nascere personaggi che nemmeno la cronaca conoscono, nemmeno gli atti parlamentari, nemmeno le regole del buon governo democratico.

Non ci resta che raccontare la storia di quell’uovo auspicando che ci consenta di scacciare gli inutili figuranti.

Si doveva realizzare la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, in pratica il Duomo.

I Sovrintendenti si trovavano nella necessità di affidare l’incarico per realizzare un’opera non solo difficile, ma nuova nelle capacità costruttive.

Ognuno dei vari architetti prospettò il suo modo di risolvere il problema.

Solo uno, però, ne propose la soluzione promettendo di saper rivoltare la cupola, come ci racconta il Vasari nelle Vite.

In pratica nessuna trave e nessun sostegno centrale.

E nessuno ci credette ed allora Filippo Brunelleschi, siamo nel 1418, lanciò una inusuale sfida.

Appunto far rimanere ritto un uovo su di un piano in marmo.

La sfida venne proposta e nessuno vi riusci fino a quando, per ultimo, Brunelleschi diede un piccolo colpetto al fondo dell’uovo creando un piccolo avvallamento che consentì all’uovo di rimanere ritto.

In verità ilVasari usa un termine più realisticamente efficace: un colpetto sul culo.

Brunelleschi contestato da tutti perché tutti affermavano che tutti in simil modo avrebbero risolto il problema rispose serafico che: non tutti, ma lui solo l’aveva fatto.

L’incarico per la costruzione della cupola gli venne affidato ed oggi possiamo ammirare quello splendore architettonico che è la cupola di Santa Maria dei Fiori a Firenze.

Insomma la sagacia e l’intelligenza quando si governa, che è nella sostanza costruire il futuro, stanno nel risolvere i problemi e non nell’accusare gli altri di non risolverli.

Se si conoscesse la storia, magari anche gli aneddoti nemmeno certi, saremmo in mani migliori.

Auguriamoci per tutti che possa accadere.

Certo ci vorrebbe la buona volontà dei saggi e non il tifo ignorante delle curve.