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pensieri sull'attualità

Tag: governo (page 1 of 5)

I soldi dell’Europa.

di Eugenio Baresi

Quelli indicati dalle parole sono indubbiamente tanti.

Come sempre il problema sta nel vederli non tanto descritti, ma nel vederli contati… uno sull’altro.

Invece sembra di essere in un vecchio gioco ormai in disuso: il Monopoli.

Cartamoneta disponibile per ville, aziende, alberghi e persino treni ed aerei, ma solo disponibile nella finzione della lavagnetta quadrata di cartone lucido e colorato.

L’Europa sul MES ha stanziato soldi da dare in prestito, sul Recovery fund non si conosce nulla e la prospettiva, pure modesta, è addirittura per il prossimo anno.

Intanto cosa fare?

Intanto il Ministro dell’economia silenziosamente opera.

Almeno uno buono.

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Essere o non essere l’IVA?

di Eugenio Baresi

Sono finiti da quattro giorni gli stati generali voluti dal presidente del coniglio.

Uno, non noi che l’avevamo ampiamente previsto, si sarebbe aspettato una conclusione con un preciso elenco di cose da fare.

Ma quando mai!

Si analizzerà per vedere cosa dovrà farsi al meglio per il Paese.

Il verbo è il solito declinato al futuro in fatto di programmi ed il Paese sono i cittadini che del meglio così descritto farebbero volentieri a meno.

Per coprire il vuoto però una cosa il presidente dal cilindro ha tolto, non un coniglio, ma il taglio delle aliquote IVA.

Peccato che nel suo governo, a parte il suo cilindro, nessuno abbia valutato bene una simile conigliata.

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Il casino di una villa… pensavamo un film intrigante… invece un fumetto in bianco.

di Eugenio Baresi

Come in un fumetto sono evaporate nella nuvoletta del nulla tutte le parole che si sono inseguite nel casino che il presidente del coniglio ha realizzato a Villa Pamphili.

Uno sceglie un nome altisonante, per realizzare una idea altisonante, in un tempo nel quale serve proprio che si prendano misure altisonanti.

Fuuhh… è l’unico sospiro che si è percepito.

Insomma come è possibile che non vi sia un succinto elenco di provvedimenti, con motivi della scelta e prospettiva dei risultati e soprattutto con la data della approvazione di ognuno?

Alla fine dell’ennesima giornata sappiamo che ci è stato comunicato: annunceremo.

Governare significa operare con concretezza.

Governare significa compiere atti certi, provvedimenti verificabili e iniziative visibili.

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Speranza

di Eugenio Baresi

La speranza può essere un atteggiamentto positivo se unito soprattutto all’ottimismo.

Ma in questo caso non si vuole parlare di atteggiamenti e propensioni quanto di una persona.

Il ministro della sanità si chiama Speranza… e non è un gioco di significati quello che si vuole introdurre.

Il ministro non è certamnete uno statista con un curriculum degno di qualche nota.

Non avendo mai fatto altro che attività politica non si può immaginare qualche caratteristica peculiare, si può immaginare una particolare dose di abile concretezza nel promuoversi vista la rapidità e continuità con cui ha assunto i vari incarichi.

Ma può anche immaginarsi una capacità nel farsi apprezzare.

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Il piano Colao non piace al governo: ovvio è di buon senso.

di Eugenio Baresi

Ieri si sottolineava come molte delle proposte contenute nel piano predisposto dagli esperti guidati da Colao contenesse molte cose per cui ci si era battuti.

Semplice buonsenso che la conoscenza del mondo del lavoro porta a suggerire.

Appare ovvio che al governo non piaccia.

Tutta gente che o non ha mai lavorato o ha lavorato solo per mantenersi aggrappata al posto.

Resta da capire perché da tre mesi ci hanno rotto con la parola dei tecnici e poi quando arrivano proposte queste vengono derubricate a semplici contributi.

In verità adesso non si capisce più nemmeno chi li abbia nominati, con quale fine e soprattutto chi li abbia voluti.

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Le proposte del comitato Colao. Leggete fino in fondo… lì trovate la parte più bella… e più drammatica.

di Eugenio Baresi.

Queste sono le parole esatte della premessa della relazione Colao:

Il Comitato di esperti in materia economica e sociale (istituito con DPCM del 10 aprile 2020) ha presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri un rapporto preliminare e sintetico di descrizione della visione d’insieme, della metodologia adottata e delle proposte in corso di elaborazione.

Oltre che far leva sulle competenze e le professionalità in esso rappresentate, ha condotto un’attività serrata di consultazione e confronto con ben oltre 200 esponenti del mondo economico e sociale, nonché con rappresentanti della Commissione europea e di numerosi Ministeri, ricevendo e analizzando oltre 500 contributi scritti”.

Ed ecco le proposte elaborate dal comitato Colao.

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Come può un’economia già debole sopportare falle all’infinito?

di Eugenio Baresi

Potremmo fare a meno di scrivere cosa sta succedendo all’Arcellor Mittal e lasciare i link di quanto avevamo qui già scritto dal novembe dello scorso anno.

Avevamo tutto previsto.

Per contro è certo paradossale la dichiarazione nel settembre 2018 dell’allora ministro dello sviluppo economico Di Maio: “In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA”.

Hanno risolto talmente bene che dopo qualche mese hanno fornito ai franco indiani l’occasione di togliersi dai piedi a scapito di tutti noi.

Ovvio nelle intemerate scelte del governo la magistratura non si è sottratta nel fare politica di parte… come sempre dannosa.

E così inizia il disastro.

Per non ammettere la stupidità delle azioni del suo governo il presidente del coniglio ha lanciato il proclama di una battaglia giudiziaria epocale.

Salvo, con una faccia di bronzo impareggiabile, evitare qualsiasi discussione e accucciarsi poco dopo.

Tanto chi paga sono i cittadini italiani, non certo i governanti così ben mantenuti e accomodati sui soffici velluti.

Infine oggi quella irresponsabilità ha consentito ai franco indiani di alzare ulteriormente il prezzo con la scusa della pandemia e grazie anche e appunto al fatto che erano stati sciaguratamente liberati dall’obbbligo di acquisto per le scellerate scelte prima ricordate.

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Fortuna abbiamo il personale sanitario eccelso e strutture ottime.

di Eugenio Baresi

Avere l’occasione di sentire un medico di quelli che hanno diretto il pronto soccorso dell’emergenza nei giorni tragici di marzo rende giustizia delle inutili polemiche di poveri politici o pseudo tali che continuano nell’immaginare sia utile aggredire l’avversario.

Una situazione inattesa, sconosciuta, dall’impatto di una valanga tremenda.

Allora sarebbe per prima cosa da chiedersi cosa aspettavano a fornire informazioni quelli che le informazioni dovevano averle.

Le organizzazioni sanitarie nazionali ed i governi.

Sarebbe facile, anzi facilissimo, riempire di improperi le autorità centrali che fino al precipitare della valanga non avevano e non hanno fornito alcun supporto, ne informativo e ne organizzativo.

Ma esse pure, titolari per logica e per legge di prevenire, agire e rispondere alle aggressioni sanitarie di carattere pandemico, non hanno avuto comprensione di quanto stava arrivando perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha informato di nulla… anzi delle sue ulteriori malefatte ne abbiamo già parlato.

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Il dire ed il fare.

di Eugenio Baresi

Normalmente chi governa dovrebbe agire con i fatti piuttosto che con le parole.

Da quando è crollato il viadotto a Genova ogni poco assume il canto di una narrazione la revoca delle concessioni autostradali.

Di tempo ne è passato, ma di fatti nessuno.

Certo non è facile realizzare un simile progetto, ma non può essere l’ennesimo imbroglio mantenuto in vita solo per eccitare l’animo della propria presuntuosa inconsistenza.

Il vice ministro alle infrastrutture ieri l’altro con fare accaldato e accalorato si è prodigato in una urlante arringa, più simile ai tribunali di Pol Pot che ad una considerazione politica, contro la società che gestisce le Autostrade.

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1992. Un’altra storia.

di Eugenio Baresi

Abbiamo atteso un giorno per vedere cosa veniva raccontato.

Non stupisce che ci sia chi la storia la ama solo nella descrizione che appaga le sue esigenze.

Durante la vita li hanno contrastati… poi li hanno osannati da morti… con la spregiudicata capacità di nascondere, dimenticare e far dimenticare proprio quanto li avessero magari persino vilipesi quando appunto erano in vita.

E li hanno osannati contro quelli con cui collaboravano quando erano in vita, li hanno usati incredibilmente utilizzandone la memoria distorcendola.

Un ben strano modo di procedere nel racconto che ha portato a sovvertire tutto quanto era stato fino ad allora.

Solo che non solo il racconto è stato sovvertito, sono state sovvertite le logiche della democrazia.

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