di Eugenio Baresi
Curiosamente ci sono categorie di lavoratori per cui i diritti pare non valgano.
Per esempio i parrucchieri.
Lavoratori autonomi che devono lavorare 7 giorni su sette, 12 ore al giorno.
Questo per potersi mantenere e pagare le tasse perchè per loro non vi è cassa integrazione se non lavorano.
Sono artigiani.
Poi per contro c’è chi si indigna della commozione di un ministro che vede riconosciuti i diritti dei braccianti.
Il ministro è stata una bracciante ed ha provato sulla sua pelle l’umiliazione di un salario irrisorio.
Ha provato l’umiliazione della schiena piegata e del volto a dieci centimetri da terra per un irrisorio riconoscimento e quindi immaginarsi la sua soddisfazione dovrebbe essere una soddisfazione di tutti.
Ma perché non si usa il cervello?
Una volta c’era l’interclassismo.
Una visione politica che immaginava utile per tutti non la contrapposizione, ma la reciproca comprensione dei bisogni.
Purtroppo sembra di essere fuori da ogni logica suggerire che la complessità dei problemi richiede una attenzione che supera l’egoismo del proprio particolare.
Ecco che così non si risolve nulla, si continua ad accentuare la contrapposizione, si producono provvedimenti che non tengono conto della realta singolarmente unica, ma producono distribuzioni indifferenziate e per ciò stesso inutilmente dispersive.
La crisi che stiamo vivendo non può superarsi con simili condizioni.
È paradossale che non vi sia un richiamo autorevole a dismettere in entrambi i fronti una dannosa parzialità di visione che impedirà a chiunque di risolvere nel bene di tutti la drammaticita dell’oggi.
15 Maggio 2020 at 10:07
Siamo una società malata. Malata di mente! [cit.].
15 Maggio 2020 at 10:43
Ottimo Eugenio, I valori democristiani servirebbero ancora, ma la nostra e’ una societa’ senza memoria. Un sincero saluto, in attesa di momenti migliori, Marino