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Gli orribili signori di Pechino.

di Eugenio Baresi

Dopo aver fatto danni enormi nascondendo i rischi di un virus nato da loro, le autorità di Pechino ne approfittano per uccidere quel residuo di democrazia che Honk Kong rappresenta nel loro impero del male.

Già qualche mese fa lo avevano tentato, ma l’attenzione del Mondo libero aveva impedito l’uso della violenza cieca.

Con il cinismo tipico dei regimi dittatoriali stanno approfittando dei problemi che distraggono per sopprimere e soffocare la libertà.

Insopportabile per loro che una piccola area del paese goda di un minimo di garanzie democratiche.

Insopportabile per noi democratici per convinzione e non per autodefinizione che la libertà venga cancellata.

Honk Kong ha mantenuto regole di democrazia liberale per quanto concerne l’economia e la possibilità di esprimersi in virtù degli accordi che avevano portato alla sua cessione alla Cina da parte del Regno Unito.

Anche se autogovernarsi è impossibile perché il Parlamento è eletto dal voto dei cittadini solo nella metà degli eletti mentre la metà è nominata dal potere centrale.

Le elezioni per le circoscrizioni locali sono libere ed appunto in tali elezioni i partiti democratici contro il dittatore di Pechino raggiungono la stragrande maggioranza.

Raggiungono la dimostrazione del volere dei cittadini: chiaro, ma ininfluente per governare.

Ma ai dittatori non serve solo comandare, serve uccidere persino la parola.

Ecco perché in questi giorni il governo centrale sta cercando di approvare una clausola che ridurrebbe ogni libertà introducendo la legislazione giudiziaria comunista.

Ovviamente repressiva.

Per la verità ormai non possono nemmeno definirsi dittatori comunisti perché quelli erano più semplicemente tragici, questi sono semplicemente maligni e crudeli.

Per noi è significativa la richiesta di quei giovani: contare ognuno per sé…

Una affermazione del personale riconoscimento per realizzare quel valore fondamentale che è la libertà di ognuno.

Qui da noi quello stesso desiderio è stato declinato nell’umiliare la valorizzazione di ogni singola capacità individuale.

Forse per questo il governo italiano è più prossimo ai dittatori cinesi piuttosto che ai giovani che difendono i loro diritti.

Ecco che diventa allora dirimente anche da noi capire chi pensa al regime cinese come interlocutore affidabile e chi lo pensa per quello che è : una dittatura.

Questo significa regolare gli accordi economici tenendo conto che l’interlocutore non è sincero, l’interlocutore è perfido ed infido.

Questo significa scegliere il campo della libertà.

1 Comment

  1. Silvio Righini

    24 Maggio 2020 at 02:13

    Bravo. Perfetto.

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