di Eugenio Baresi
Abbiamo atteso un giorno per vedere cosa veniva raccontato.
Non stupisce che ci sia chi la storia la ama solo nella descrizione che appaga le sue esigenze.
Durante la vita li hanno contrastati… poi li hanno osannati da morti… con la spregiudicata capacità di nascondere, dimenticare e far dimenticare proprio quanto li avessero magari persino vilipesi quando appunto erano in vita.
E li hanno osannati contro quelli con cui collaboravano quando erano in vita, li hanno usati incredibilmente utilizzandone la memoria distorcendola.
Un ben strano modo di procedere nel racconto che ha portato a sovvertire tutto quanto era stato fino ad allora.
Solo che non solo il racconto è stato sovvertito, sono state sovvertite le logiche della democrazia.
I drammatici fatti del 1992 hanno avuto come conseguenza l’inizio della fine di una democrazia che ci aveva condotto nel benessere.
Una domanda si trascina da tempo nel non comprendere il racconto della storia italiana che è stata illustrata da chi ha sempre perso nel consenso e nei fatti, ma ha avuto l’abilità di stravolgere nel racconto i fatti stessi.
Parliamoci chiaro, Giovanni Falcone da vivo era stato offeso e vilipeso da quelli che da morto lo hanno usato strumentalmente come vittima.
Parliamoci chiaro, Giovanni Falcone da vivo collaborava contro la mafia con il Governo che contrastavano sempre, ed anche, quelli che da morto lo hanno usato strumentalmente come vittima.
È stato abilmente sfruttato il drammatico sconvolgente sentire dei cittadini italiani perbene e, capovolti i fatti, si è ottenuto l’effetto di distruggere chi si è trovato travolto dalla aggressiva campagna di falsità.
Non una novità.
D’altro canto la stagione del terrorismo è stato un altro esempio di una strategia che cercava con il terrore di sovvertire i Governi accusandoli di esserne causa e non vittima.
Come non ricordarsi quanto veniva a piene mani diffuso di come le stragi fossero funzionali a mantenere il potere ai partiti di Governo?
Salvo non chiedersi come mai in quegli anni i partiti di Governo i consensi li perdevano in conseguenza proprio di quel terrore.
Salvo dimenticarsi le decine di semplici dirigenti politici che vennero uccisi o feriti dai terroristi e che oggi nessuno più si ricorda.
E l’operazione continua perché, per alcuni, solo avere perennemente un nemico politico da additare è la garanzia per motivare un consenso.
Non risolvere problemi, ma minacciare pericoli.
Purtroppo alzare una modesta voce è nulla rispetto al potere di chi utilizza strumenti ben più potenti per impedire che il vero appaia.
24 Maggio 2020 at 09:43
La responsabilità è anche di chi non fa alcuno sforzo per non farsi manipolare.
24 Maggio 2020 at 09:51
Ma per difendersi dalla pessima informazione che ti sovrasta dovresti o essere molto coinvolto nell’interesse o non avere altri problemi. E la seconda evenienza è purtroppo comune a molti, la prima non può essere un obbligo.
24 Maggio 2020 at 18:20
Non un obbligo ma senso civico si! Secondo me è un dovere morale cercare di non farsi manipolare