di Eugenio Baresi

Le notizie che appaiono in questi giorni sulla meschinità della giustizia, ben accompagnata dalla contiguità con taluni giornalisti e con l’onnipresente partito della sinistra sempre pronto all’imbroglio sono particolarmente utili per comprendere tutto quanto è stato raccontato al contrario dei fatti che hanno caratterizzato la storia repubblicana italiana.

Ovvio quei curiosi giornali che erano interessatissimi alle contumelie contro gli avversari oggi sono divenuti improvvisamente dell’idea di quanto sarebbe meglio non venissero divulgate notizie quando parlano di loro e dei loro compari.

Ma c’è un “giornalista” che non si è accorto di come le ultime notizie stiano smascherando i “compagni di merende” dell’imbroglio e così insiste nella foga di continuare a raccontare bugie, falsità e indegnità.

D’altro canto la sua carriera è stata costruita grazie ad un imbroglio… tra l’altro fatto pagare una cifra enorme agli inconsapevoli e truffati cittadini italiani.

Così ecco che questo Purgatori confeziona un servizio sulla mafia infarcendolo delle solite falsità e accusando le istituzioni e chi allora le rappresentava con seria autorevolezza e competenza.

Avrebbero potuto essere anche questa volta divulgate con indecorosa complicità.

Ma i fatti dell’oggi ed il troppo fanno apparire evidente il celebre detto: il troppo storpia.

Così c’è stato chi ha messo fine alle indegne falsità precisando puntualmente i fatti.

I mafiosi sarebbero stati tutti liberi ed il maxi processo non si sarebbe mai concluso se non ci fosse stato un Ministro della Giustizia, serio, preparato, incorruttibile, partigiano, socialista come Giuliano Vassalli, che propose un provvedimento per raddoppiare i termini della custodia cautelare e consentire che i mafiosi restassero in carcere e fossero al fine condannati.

Il Presidente del Consiglio era Giulio Andreotti, l’anno era il 1989 ed il Partito Comunista contrastò tale provvedimento.

Questi i fatti.

E solo un anno prima chi aveva preparato e portato a termine quel processo, un magistrato di nome Giovanni Falcone, era stato svillaneggiato e deriso dai suoi colleghi del Consiglio Superiore della Magistratura.

Una anno dopo lo stesso Giovanni Falcone non venne nemmeno eletto nel CSM perché nemmeno la sua corrente della magistratura lo votò.

Correva l’anno 1990.

Quando Giovanni Falcone fu ulteriormente investito da mille accuse e polemiche un altro Ministro della Giustizia che faceva il suo dovere, Claudio Martelli, lo chiamò a dirigere l’ufficio Affari penali del Ministero.

Il Presidente del Consiglio era Giulio Andreotti, l’anno era il 1991.

Questi i fatti.

Dopo la strage di Capaci, in cui venne martirizzato Giovanni Falcone, il Governo propose il 41bis, il carcere duro contro i mafiosi.

Il Presidente del Consiglio era Giulio Andreotti, l’anno era il 1992 ed il Partito Comunista contrastò tale provvedimento.

Questi i fatti.

Poi i cittadini italiani sono stati imbrogliati con altri racconti in un connubio di interessi fra certi magistrati “democratici”, certa disinformazione organizzata e ovviamente il solito codazzo politico… per distruggere la verità e l’intera Italia.

Però oggi stiamo riuscendo a capire come è perché siamo stati informati al contrario.

Uno di quelli che sono specializzati a raccontare il contrario è appunto tal Purgatori.

Il suo primo impegno è stato nel ribaltare i fatti sulla tragedia di Ustica, coadiuvato da tanti suoi colleghi, dal solito partito e dai suoi eredi, e dalla magistratura civile che è riuscita a scrivere addirittura il falso nelle sentenze.

Non pensate sia un’avventatezza scrivere “falso nelle sentenze”. Siamo autorizzati dal CSM e dalle più alte cariche giudiziarie ad affermarlo.

Ma ritornando al nostro giornalista vale significare che, pensando di essere stato bravo prima, in questi ultimi anni ha cercato di superarsi nell’imbroglio.

Proseguendo sempre su Ustica e trovando, inventando, un marinaio quasi fasullo che ha raccontato solo falsità enormi che una magistratura “normale” avrebbe perseguito.

Poi incredibilmente spacciando le immagini di un videogioco per l’esclusiva dell’uccisione del generale iraniano Soleimani.

Poi ha fatto finta di intervistare un celebre regista in diretta, che però era morto 26 anni prima.

Infine e per ora, perché il vizio di imbrogliare è un vizio seriale come gli assassini plurimi, raccontando appunto di mafia e presentando i fatti all’esatto contrario di quello che appena prima avete letto… e che non è smentibile.

Ora siccome si è preso del mascalzone, e se lo è tenuto, c’è chi ha trovato significativa la notizia diffondendola.

A noi non appare una nuova notizia….