di Eugenio Baresi
Potremmo fare a meno di scrivere cosa sta succedendo all’Arcellor Mittal e lasciare i link di quanto avevamo qui già scritto dal novembe dello scorso anno.
Avevamo tutto previsto.
Per contro è certo paradossale la dichiarazione nel settembre 2018 dell’allora ministro dello sviluppo economico Di Maio: “In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA”.
Hanno risolto talmente bene che dopo qualche mese hanno fornito ai franco indiani l’occasione di togliersi dai piedi a scapito di tutti noi.
Ovvio nelle intemerate scelte del governo la magistratura non si è sottratta nel fare politica di parte… come sempre dannosa.
E così inizia il disastro.
Per non ammettere la stupidità delle azioni del suo governo il presidente del coniglio ha lanciato il proclama di una battaglia giudiziaria epocale.
Salvo, con una faccia di bronzo impareggiabile, evitare qualsiasi discussione e accucciarsi poco dopo.
Tanto chi paga sono i cittadini italiani, non certo i governanti così ben mantenuti e accomodati sui soffici velluti.
Infine oggi quella irresponsabilità ha consentito ai franco indiani di alzare ulteriormente il prezzo con la scusa della pandemia e grazie anche e appunto al fatto che erano stati sciaguratamente liberati dall’obbbligo di acquisto per le scellerate scelte prima ricordate.
Il governo, inconsapevole dei fatti e prigioniero della sua incompetenza, ha compiuto scelte micidiali prima fra tutte quella di inopinatamente modificare unilateralmente un contratto che non poteva modificare fornendo l’occasione a spregiudicati di potere così ritirarsi.
Scrivevamo il 10 gennaio:
“Ecco che così la combinazione di scelte di magistrati politicizzati che vogliono decidere delle sorti del Paese facendo loro le leggi e di politici che parlano senza cognizione di causa attuando i loro deliri derivati dal fatto che mai hanno lavorato, portano al disastro.
I padroni dell’Arcelor Mittal, scaricheranno su tutti noi cittadini, grazie alle scelte irresponsabili sopra riportate, quello che probabilmente era un loro errore di valutazione sulle potenzialità del mercato e sulle prospettive di produzione.
Qualche migliaio di esuberi, a cui loro avrebbero dovuto far fronte assumendosi il rischio di impresa, saranno posti a carico dello Stato, cioè di tutti noi, per impedire che lasciando tutto il disastro fosse ancora più grande per il Paese.
L’irresponsabile presidente del coniglio aveva annunciato che sarebbe stata epica la battaglia legale con Arcelor Mittal.
Sarà invece epico il danno per tutti noi e la battaglia legale nemmeno iniziata”.
Scrivevamo il 2 marzo:
“Così, come avevamo previsto, smentendo il solito protagonismo da bellimbusto del presidente del coniglio, non vi è stata e non vi sarà nessuna battaglia legale durissima e storica, ma solo un accomodamento a danno dei cittadini italiani.
Infatti per trattenere Arcelor Mittal lo Stato dovrà investire sue risorse, lo Stato dovrà farsi carico di qualche migliaio di esuberi a fronte della produzione da diminuire, lo Stato accetterà che venga dimezzato il contratto di affitto, prorogato fino alla firma definitiva del nuovo contratto”.
Oggi è andata ancor peggio perché, avveratosi tutto quanto avevamo previsto e con le mani ormai libere, i franco indiani hanno ulteriormente alzato il prezzo fregandosene di lasciare sul lastrico migliaia di lavoratori.
La colpa non è solo nella loro spregiudicatezza, è nella incompetenza di un governo che prima viene cacciato meglio sarà per tutti.
Quanto scritto ne è incontrovertibilmente la prova… e non si tratta di essere di centrodestra o di essere di sinistra… si tratta di avere buonsenso.
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