Che riguardo alle scelte di prevenzione sanitaria non si debba troppo discutere delle scelte del governo è assolutamente necessario e già ne abbiamo parlato.
Diverso il discutere delle scelte economiche che invece devono essere assunte e che interessano il futuro del Paese nella prospettiva in modo ancor più drammatico.
Qualche norma è già stata elaborata e approvata immaginando di ingrandire il debito e ne serviranno altre.
Servirebbe soprattutto, come già abbiamo sottolineato, che però si immaginasse anche una razionalizzazione delle spese enormi che provvedimenti o inutili o dannosi hanno creato.
C’è però un terrore ulteriore.
Il presidente del coniglio ha nominato due nuovi consulenti economici presso la presidenza del consiglio.
Uno dei due è piuttosto curioso.
È un amico di Grillo… e questo non sarebbe un problema anche se varrebbe la pena osservare come sia curioso che quando vengono nominati amici dei 5strelli non è lottizzazione, ma scelta oculata.
È un teorico dell’economia circolare… e questo non sarebbe un problema, anzi, ma anche vale la pena osservare che interpellato in materia ha dato esempi a dir poco “impropri”.
Ora questo signore definito imprenditore e definito anche economista, interpellato appunto su un esempio virtuoso di economia circolare ha spiegato: “ Lo spreco di caffè si trasforma in substrato per i funghi e lo spreco di funghi si trasforma in mangime per polli. Un pollo che poi produce uova”.
Non è una frase estrapolata dal contesto come si usa dire quando si vuol giustificare l’ingiustificabile.
È una frase compiuta e riferita all’esempio che più immediatamente può illustrare l’intelligente riutilizzo degli scarti.
Ora, chiunque viva in campagna, senza aver studiato nulla né di economia né di scienza né di ambiente, risponderebbe con una allocuzione molto più colorita del “Vaffa” che ha fatto diventare un politico Grillo.
Certo chi una gallina non l’ha mai vista se non in video e l’uovo lo ha comprato solo al supermercato magari ci crede… anche perché avendo studiato pensa che uno che è economista, avendo anch’esso studiato, abbia ragione.
Certo che questo ci spiega molto bene il perché di una dissonanza fra il voto delle metropoli e delle periferie.
I volgari e ignoranti periferici che votano i populisti e che vivono la natura, l’ambiente e la produzione, magari la conoscono… quelli colti e progressisti paladini della difesa della natura, dell’ambiente e della produzione compatibile, magari conoscono meglio i tasti di una tastiera.
Il problema è che se il governo si affida a simili puttanate il danno è per tutti e non solo per chi non conosce le galline.
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