Affermazione del ministro Di Moio oggi ripetuta da un altro ministro per caso, tal Bonetti.

Se poi si aggiunge l’ennesima, non sappiamo come chiamarla, bonariamente chiamiamola dichiarazione, del vice segretario del Pd Orlando: “ in pochi giorni stanziati più soldi di una manovra”… la vera preoccupazione è che il tutto significhi che indietro ci vada tutto il Paese.

Infatti la manovra approvata ieri dal governo è totalmente a debito e quindi i soldi si sono semplicemente stanziati sul debito da pagarsi in aggiunta a quello già cospicuo.

La preoccupazione è che possa riaccadere quello che rese celebri i regimi comunisti per i quali siccome i poveri non dovevano essere lasciati soli… tutti divennero poveri.

Ovviamente non si contesta la necessità di un intervento, forte e rapido, per contrastare gli effetti del drammatico momento.

Si contesta che ancora una volta, in un periodo nel quale l’assunzione di responsabilità poteva essere di tutte le forze politiche, si sia preferito richiudersi in una arrocco di maggioranza senza prospettiva, non incisivo, non determinante nel cogliere la drammaticità, non affrontando anche i problemi strutturali del Paese.

È una manovra, allegra, dispensatrice di soldi che dimentica completamente la razionalizzazione, la ricerca del risparmio possibile, la riorganizzazione strutturale della spesa pubblica.

Certo distribuire è molto più facile che scegliere come investire, ma è un disastro per il Paese.

Ne avevamo parlato nei giorni scorsi con la presunzione anche di fornire temi e modi, quindi non siamo i soliti che parlano alla luna.

La preoccupazione è forte perché il disappunto è tremendo.

Nel piccolo della vita di ognuno, il debito sul debito regge solo se vi è una espansione, ma se vi è una sostanziale recessione, come è stata negli anni scorsi e come si annuncia, la fine è indubitabilmente la catastrofe.

E questo, addirittura, anche se si hanno le più buone intenzioni e anche se si mettono in campo tutte le migliori risorse.

Avere buttato l’occasione di coinvolgere tutti per studiare una risposta unita e forte è una responsabilità di incapaci.

D’altronde non vale nemmeno troppo arrabbiarsi… quelli che ci sono, sono stati scelti dai cittadini italiani, e seppur scelti per fare cose opposte oggi sono insieme per fare i loro interessi.

Ma solo in Italia questa la definiscono democrazia.

Invero avremmo chi potrebbe non consentire l’offesa all’essenza della democrazia, ma… non voglio litigare con i potenti…