Certo crea incomprensione una foto di chi acquista e vende automobili, con i contanti, Alitalia, l’Arcelor e Venezia.
Ma è tutto molto semplice.
I problemi si risolvono… ma bisogna essere capaci e assumersi le responsabilità.

In televisione, sul digitale terrestre, vi è un canale che propone due trasmissioni dove si acquistano e si vendono automobili.
Il più invogliante metodo per convincere alla vendita è quello di proporre i contanti: pagare in contanti, subito… ed anche per cifre elevate.
Tutti sanno che in Inghilterra e negli Stati Uniti, luoghi dei due programmi, se evadi il fisco vai direttamente e con facilità in prigione.
Allora come mai i contanti in Italia sono diventati il demonio dell’evasione?
Perché in Italia i problemi non si affrontano, si proclamano.
E’ così che un perverso incrocio di incapacità, mancanza di responsabilità ed interessi non porta mai a risolvere un problema… con i tifosi “che la colpa è sempre degli altri”.
Alitalia, compagnia decotta da anni, dove il governo nomina commissari che costano centinaia di milioni, che garantiscono di non modificare nulla, che non promuovono alcun provvedimento, che tanto chi paga sono i cittadini italiani.
Con la comprensione dei sindacati che quando si tratta di discutere se vale la pena creare altri posti di lavoro produttivi o di tutelare pochi posti, che creano debito stratosferico, preferiscono irrimediabilmente la seconda ipotesi.
Con il silenzio di quei giornalisti che le “inchieste” le fanno solo se fanno comodo ai loro danti causa di esercizio del potere di informare… sarebbe meglio dire di imbrogliare.
Così L’Arcelor Mittal, dove naturalmente abbiamo i commissari, vedi sopra.
Dove un governo vende dando garanzie che poi, per convenienza politica, un altro governo nega.
Dove nel frattempo in nome dell’ambiente interviene chi impedisce la produzione, non capendo che la giusta tutela dell’ambiente non può essere addebitata a chi arriva, investe miliardi, e deve avere un tempo congruo per risolvere problemi che non ha creato, che si è impegnato a risolvere mettendoci soldi, e che ancor più si trascinano da decine di anni senza alcun intervento censorio.
È solo logica.
Così Venezia, dove un’opera non si conclude perché, tra tangenti, pareri contrastanti e difformi di diverse cosiddette autorità,  rimpallo di responsabilità fra politici-amministratori locali e nazionali, si ottiene il risultato di rendere impossibile il concretizzare una certezza. E ancora  interventi divergenti della magistratura, che c’è sempre e dappertutto, senza mai rispondere degli atti. 
Questo doveva essere un anno bellissimo a detta del presidente del consiglio.
Diventerebbe bello, e non catastrofico come appare, se finalmente ci fosse chi si assume la responsabilità politica delle scelte, si decide ad offrire una soluzione politica, si intesta la responsabilità politica.
Invece da ieri abbiamo un ennesimo commissario a Venezia…