Il nostro eroe, senza prove, parla di mercato delle vacche, dimenticandosi che le vacche hanno una funzione positiva a differenza di chi non produce nulla, anzi non ha mai prodotto nulla.
Ma ancor più incredibile è che le accuse siano solo per chi abbandona la parte al governo mentre nessuno almeno si lamenta per chi fa il percorso opposto e va a sostenere il governo come è accaduto nei giorni precedenti e nello stesso giorno.
Il problema vero è che il complesso del mondo politico non ha più alcun criterio e non possiede alcun legame con gli elettori. La sua unica preoccupazione è quella di essere mantenuto dal lauto stipendio parlamentare che gli è stato regalato da chi lo ha messo in lista… ed in prospettiva da chi potrebbe rimetterlo.
Le parole di Di Maio sono emblematiche perché parlando di mercato delle vacche appunto fotografa quello che è la politica oggi: il mercato che consente a chi non ha mai lavorato di ottenere benefici incredibili… e lui ne è il massimo esempio.
Ci vorrebbe un ritorno alla civiltà del fare bene, dell’impegno per i cittadini, delle competenze, del senso delle Istituzioni.
Ma chi può riportare la maggioranza dei cittadini a votare per sconfiggere una esigua minoranza che votando ci ha portato a simili danni?
Più volte abbiamo auspicato che ci fosse chi si impegnasse ad offrire il suo sostegno, potendo dare voce alla competenza.
Competenza che è nel lavoro che si è svolto, nell’impegno sociale che si è attuato, nel conoscere e nel vivere la quotidianità dei problemi nelle strade e nelle piazze reali delle nostre città, piccole e grandi.
Purtroppo nel mondo di oggi senza il potere dell’informazione non si va da nessuna parte.
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